Maxi truffa milionaria sui fondi per le energie rinnovabili, la Guardia di finanza di Reggio Emilia fa chiarezza su ruoli e posizioni. La notizia che due imprenditori di Cervaro fossero rimasti coinvolti, a vario titolo, in una maxi truffa green aveva creato in paese una bufera già all'inizio di luglio. Sono tre gli imprenditori finiti nei guai. Due di loro sono di Cervaro, il terzo è di Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia. Avrebbero fatto richiesta e ottenuto milioni di euro dal Fondo Energia Emilia Romagna destinati a impianti di energie rinnovabili.

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Reggio Emilia hanno eseguito indagini, coordinate dalla locale Procura della
Repubblica, nei confronti di 3 società con sede a Reggio Emilia, Roma e Farini (PC), 2 delle quali risultavano aver sostenuto rilevanti investimenti nel 2015 finalizzati a realizzare un impianto di biomassa, finanziato dal Fondo Energia Emilia Romagna e destinato a produrre "energia pulita" utilizzando rifiuti e residui di origine biologica nel comune di Ostellato (FE).

Una terza società investigata risultava aver fornito beni, materiali e lavorazioni finalizzate alla realizzazione dell'impianto. «Tuttavia tale intervento infrastrutturale è avvenuto solo "sulla carta" - si legge dalla nota delle fiamme gialle - risultano emesse le fatture comprovanti le spese per acquisizioni di materiali e di lavori finalizzati alla realizzazione dell'opera, ma di fatto nessun impianto del genere risulta essere stato realizzato, i militari della Guardia di finanza recatosi sul posto hanno constatato l'esistenza di un semplice terreno agricolo.

Il "regista" dell'operazione è l'imprenditore di Cervaro di 41 anni, che con il fratello e il sessantenne reggiano sono stati denunciati per truffa aggravata e reati tributari. Il tribunale di Reggio Emilia ha emanato un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca "per valore equivalente" al profitto del reato, corrispondente alla somma erogata dal Fondo Energia Emilia Romagna e indebitamente "intascata" dai tre responsabili della truffa». Sono stati sequestrati 19 immobili, 4 assegni circolari per un importo complessivo di circa 180.000 euro e 23.000 euro sui conti correnti degli indagati per un valore complessivo superiore a 4 milioni di euro.