Quando è venuto alla luce il buco milionario a carico dell'Ateneo, un vero e proprio terremoto ha scosso il territorio. L'Università rappresenta da decenni ormai un punto di riferimento per l'intera comunità, in termini di cultura, in ambito occupazionale e di progettazione. Il terrore è penetrato nella struttura e in ogni pezzo che la compone, personale, accademici anche negli studenti.
Il rettore Giovanni Betta, come un buon capitano di nave, ha tenuto saldo il timone e ha cercato di gestire l'emergenza nella maniera più razionale possibile, percorrendo le vie più consone a raggiungere l'obiettivo: salvare l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale. Con non pochi sforzi è riuscito nel suo intento, non perdendo il sorriso che lo contraddistingue e non lasciando indietro i "suoi"impiegati, docenti e studenti.

Chi è partito e chi è rimasto
Il professore Ciro Attaianese, ex rettore, raggiunto da uno degli otto avvisi di garanzia, non è più all'Unicas. Ora insegna alla facoltà di Ingegneria della Federico II di Napoli. Tra gli altri destinatari degli avvisi di garanzia Ascenzo Farenti, ex direttore generale, è ora dirigente all'Università di Pisa; Raffaele Simeone, ex direttore generale, è andato in pensione; il professor Raffaele Trequattrini, ex delegato al Bilancio, è ancora docente all'Unicas, nel dipartimento di Economia e Giurisprudenza. Tommaso Miele, ex presidente del collegio dei revisori dei conti Unicas non c'è più, è stato da poco nominato presidente della Corte dei Conti del Lazio; dello stesso collegio non fanno più parte neanche Valter Pastena e Antonio Gai. C'è ancora Piera Marzo. Il nuovo delegato al Bilancio è il professor Carmelo Intrisano.

Obiettivi e traguardi
Il rettore Betta è speranzoso: «Non sono stati anni facili, abbiamo fatto un grande lavoro, tutti insieme. In questi anni non ci siamo fermati per ripianare il debito e sicuramente avremo ancora a che fare con questo problema. Non deve essere dimenticato, fa parte della storia di questa Università che, però, ha saputo dimostrare di essere più forte. Oggi siamo forti, consapevoli. Abbiamo continuato ad approvare progetti, ci sono degli obiettivi, entro la fine dell'anno sarà terminatala nuova sede della facoltà di lettere, abbiamo ospitato il presidente della Repubblica Mattarella per i 40 anni dell'Università, abbiamo avuto controlli dell'Anvur che ci ha valutato positivamente. Sono tanti i progetti che abbiamo portato avanti. I dati confermano che l'Unicas è in buona forma, il nostro atteggiamento è stato ripagato, i dipendenti, gli studenti, il territorio hanno capito che siamo una realtà forte. Abbiamo ancora tanto da fare, siamo solo all'inizio».