Il solco lo aveva scavato il decreto legislativo 63/2017 che al comma 2 dell'articolo 5 aveva stabilito che «le Regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, assicurano il trasporto delle alunne e degli alunni delle scuole primarie statali per consentire loro il raggiungimento della più vicina sede di erogazione del servizio scolastico. Il servizio è assicurato su istanza di parte e dietro pagamento di una quota di partecipazione diretta, senza nuovi o maggiori oneri per gli enti territoriali interessati».

Il resto lo ha fatto la Corte dei Conti in questi giorni: il servizio di trasporto scolastico va inquadrato nella categoria dei servizi pubblici locali e non in quella a domanda individuale, di modo che la quota di partecipazione finanziaria da porre a carico dell'utenza deve concorrere alla copertura integrale della spesa sostenuta dal Comune per organizzare il servizio stesso. Con la delibera 46/2019, la Corte dei Conti, Sezione di controllo del Piemonte, ha, inoltre, ribadito che il costo del servizio non può gravare sul bilancio comunale e ha escluso qualsiasi discrezionalità per l'azione amministrativa dell'ente che intenda agevolare la frequenza all'attività didattica da parte dell'utenza scolastica.

Un quadro normativo e giurisprudenziale che ha completamente stravolto la situazione tanto che il Comune di Frosinone è dovuto ricorrere immediatamente ai ripari per far partire con regolarità il servizio senza penalizzare eccessivamente l'utenza e nella delibera di giunta 320/2019 del 17 luglio ha fissato alcuni principi cardine.

«Al fine di salvaguardare un servizio minimo nella città per le zone periferiche - si legge nella narrativa della delibera - fermo restando i principi sanciti dal Testo unico degli enti locali per l'equilibrio tra tariffe praticate all'utenza e costo del servizio a carico dell'ente, si possono proporre le seguenti modificazioni: tenendo conto dei contributi regionali (pur non a destinazione vincolata) certificati e successivamente rendicontati alla Regione Lazio che nell'anno 2019 per la copertura della spesa del servizio di scuolabus risultano pari a 32.984,06 euro; considerando che il costo complessivo del servizio rilevato nel conto consuntivo 2018 è pari a 508.654,34 euro su 10 autisti, lasciando il solo servizio di un pulmino con un solo autista avremo una spesa pari a 50.654,43 euro che potrebbe essere coperta con le tariffe degli utenti; i pulmini utilizzati saranno due, mediante utilizzazione di orario spezzato, con capienza complessiva di 47 + 28 = 75 posti per una spesa pari a 50.654,43 x 2= 101.308,84 – contributi diritto allo studio 32.984,06 = 68.324,78/75= 911 euro tariffa piena. L'occupazione dei posti totali sarà garantita in via prioritaria agli alunni la cui certificazione Isee del nucleo familiare di appartenenza risulti inferiore ai 12.000 euro/annua con una tariffa pari a 396 euro/annua con un limite di spesa pari a 38.625 euro in carico ai servizi sociali con risorse addizionali definite annualmente. Le tariffe applicate all'anno scolastico 2019 - 2020, pertanto, saranno conseguentemente adeguate... a partire dal 01/08/2019, fermo restando la dismissione dei beni in carico al Settore Welfare per il servizio del trasporto scolastico una volta definite le iscrizioni».

In sostanza il costo del servizio sarà coperto dagli abbonamenti e dai fondi per il diritto allo studio. Il Comune, per il tramite del settore servizi sociali, interverrà a sostegno dei nuclei meno abbienti per l'uso del servizio. Dei dieci autisti in pianta organica due saranno destinati agli scuolabus, mentre gli altri assumeranno altre mansioni: ausiliari del traffico e addetti alla segnaletica stradale.

«Con i vincoli imposti dalla legislazione vigente e dalle pronunce della Corte dei Conti non avevamo grossi margini di manovra. In ogni caso, siamo riusciti a garantire il servizio e a tutelare il più possibile le fasce più deboli della popolazione scolastica» è stato il commento del sindaco Nicola Ottaviani.