Fumo, miasmi e sensazione di soffocamento; i cittadini chiedono interventi e provvedimenti. In particolari fasce orarie, e addirittura con preferenza per giornate festive o week-end, numerosi residenti delle periferie e dei quartieri prossimi al centro cittadino lamentano e segnalano odori nauseabondi che costringono alla chiusura di imposte e finestre; con le temperature di questo periodo, una vera iattura.

In molti casi, come attestano alcuni volontari impegnati in attività di protezione ambientale, si tratta di privati che decidono di liberarsi di fogliame e piccoli rifiuti troppo spesso mescolati a plastica. Attività, queste, non solo riprovevoli e pericolose, ma proibite dalle norme generali e dalla ordinanza municipale che ogni comune emette a tempo debito. Talvolta, però, si tratta di qualcosa di molto più invasivo e, paradossalmente, meno accertabile.

Tra le zone più colpite, l'area circostante gli impianti sportivi di via San Magno, da via Pascione a salire, fino a raggiungere addirittura l'oratorio San Giuseppe. È evidente, in questo caso, l'azione decisiva dei venti e delle correnti. Alcuni abitanti della contrada prossima alla stazione ferroviaria, e quindi al limite della zona industriale, segnalano da giorni un forte odore tipico dei rifiuti solidi urbani, e non esistendo in quei luoghi alcuna discarica né deposito regolare, il dubbio che possa trattarsi del passaggio di carovane non autorizzate è piuttosto concreto.

Una giovane signora, sorella di un lavoratore impiegato presso il mega magazzino della Volkswagen, riferisce di terribili miasmi, in conseguenza dei quali sarebbero stati segnalati casi di malessere. La martoriata Valle del Sacco, un malato piuttosto serio ma sicuramente curabile, necessita di attenzioni serie ed interventi che non possono più essere rinviati.

La cifra stanziata per la bonifica di questa parte del territorio è importante (circa 50 milioni) anche se sicuramente insufficiente. Programmando azioni mirate, e soprattutto attuandole senza esitazione, potrà tornare l'ottimismo e la speranza nel turismo enogastronomico, sicuramente un valore aggiunto