Un mese fa la comunità di San Biagio Saracinisco era sul piede di guerra per via della possibile realizzazione di un tempio crematorio all'interno del cimitero del paese. Dalla popolazione si levarono proteste mentre dall'amministrazione comunale si sostenevano i motivi che avevano portato all'idea di affidare in concessione i lavori di costruzione dell'impianto di cremazione.

Seguì un consiglio comunale, riunitosi anche (e soprattutto) per discutere dell'argomento cremazione, che portò al rinvio a data da stabilirsi della trattazione del punto. La discussione che scaturì durante l'assise, però, merita di essere riportata per il fatto che, soprattutto per l'intervento del sindaco di San Biagio, il dottor Dario Iaconelli, che ha disegnato il quadro nel quale vive un piccolo paese come il suo che, quotidianamente, deve fare i conti con la dura realtà di un'amministrazione alle prese con una complessa situazione economica.

Infatti Iaconelli, a chiusura del dibattito, ha ripreso la parola e, rivolgendosi al folto pubblico presente in aula (arrivato anche da altri paesi della Valle di Comino) e che sul tema è intervenuto manifestando contrarietà al progetto, ha esordito dicendo che la realizzazione del forno crematorio seguiva la necessità «di assicurare nel futuro prossimo una entrata certa e consolidata per un piccolo comune come San Biagio Saracinisco che soffre una cospicua riduzione dei trasferimenti statali e delle entrate comunali».

Il primo cittadino ha parlato della graduale riduzione del personale comunale senza alcuna possibilità che venga sostituito; ha citato le scarse opportunità di finanziamento prendendo ad esempio le "Aree interne" con assegnazione «a favore di altri enti più grandi» o l'Unione dei Comuni nella Valle di Comino tentativo definito un fallimento. Cosicché, dice il sindaco, «il destino di San Biagio potrebbe essere quello di scomparire se non si cercano alternative diverse come quella in discussione».

Quindi Iaconelli ha invitato la cittadinanza a esprimere «l'approvazione o la non approvazione del progetto del forno crematorio e della relativa gestione al fine di condividere con la stessa le sorti del Comune».
Le prossime settimane diranno come è andata.