Sono stati fermati all'ingresso di Cassino, in un parcheggio a pochi metri dall'uscita A1 di Cassino. Quando gli agenti del Commissariato di Cassino hanno aperto il portabagagli delle loro auto (una 147 e una Land Rover) hanno subito capito di aver fatto bingo: all'interno, il perfetto kit dello scassinatore. Per tutti è scattata una denuncia a piede libero e per il maggiore dei tre, un trentottenne rumeno, anche l'arresto. Ma per un altro motivo.

Il "carico"
Sei paia di guanti da lavoro, tenaglie, passamontagna artigianali, lime e due ricetrasmittenti per parlare da un'auto all'altra senza essere stati intercettati oltre a 6 taglierini e a cesoie enormi.

Il "carico" era distribuito equamente tra i due veicoli. Un kit di assoluto pregio di cui nessuno dei tre, tra i 35 e i 38 anni, sono riusciti a dare una plausibile spiegazione. Secondo le ipotesi investigative avanzate dagli agenti del Commissariato di Cassino, guidato dal vice questore Raffaele Mascia, i tre erano appena arrivati a Cassino. Pronti a una ricognizione del territorio prima di poter mettere a segno qualche colpo. Ma la mirata attività di prevenzione ha permesso di bloccare all'origine qualsiasi progetto criminale.

Sequestrati tutti gli attrezzi, i tre (noti alle forze di polizia per furto) sono stati denunciati. Per il trentottenne, inoltre, è scattato l'arresto: l'uomo, infatti, ha mostrato agli agenti un documento d'identità contraffatto.

Ieri mattina la direttissima: convalidato l'arresto, il cittadino rumeno è stato condannato a un anno e sei mesi, pena sospesa. Vanno avanti le indagini per accertare la provenienza del materiale da scasso rinvenuto nelle auto. Rafforzate ulteriormente anche le attività di controllo del territorio da parte della polizia di Stato, sempre impegnata in mirati servizi preventivi.