Una donna è riuscita a entrare negli uffici dei Servizi sociali del Comune di Frosinone eludendo la sorveglianza. Anche se non era giorno di ricevimento del pubblico, è arrivata a contatto con le operatrici e ne ha aggredita una. Un'impiegata comunale è stata costretta a far ricorso alle cure dei medici del pronto soccorso. Per lei tre giorni di prognosi. Intanto ha presentato una denuncia in questura contro una donna di origini domenicane.

A sollevare il caso, verificatosi nella sede distaccata dell'ex Mtc in via Fabi, e a denunciare un clima di crescente intolleranza nei confronti dei pubblici dipendenti è la Cisl Funzione pubblica di Frosinone. «Lo scorso 11 luglio una dipendente del Comune di Frosinone, in servizio presso il settore Servizi sociali - scrive il segretario generale territoriale della Cisl Fp Giovanni Giacomo Palazzo - è stata aggredita verbalmente e fisicamente da una donna con problemi psichici e problematiche familiari. È solo l'ultimo di una serie di episodi sempre più frequenti di minacce, aggressioni sia verbali che fisiche, che i dipendenti delle amministrazioni pubbliche subiscono nello svolgimento del proprio lavoro al servizio della comunità e nell'espletamento dei propri doveri, per erogare servizi ai cittadini. La Cisl Fp di Frosinone esprime la piena solidarietà nei confronti della collega».

Stando alla ricostruzione dei fatti, l'extracomunitaria, dopo esser riuscita ad arrivare nelle stanze dei Servizi sociali, nonostante non fosse giorno di ricevimento, ha avuto una discussione con l'impiegata. Pretendeva un appuntamento per risolvere una questione relativa all'affido e alle visite al figlio. I toni ben presto si sono surriscaldati e l'aggressione, da verbale è diventata fisica.

L'utente ha spintonato la dipendente e si è impossessata per qualche istante dell'agendina degli appuntamenti. Ha cercato di scappare, ma è stata bloccata. Passata la paura, l'aggredita è stata accompagnata in ospedale dove è stata refertata con tre giorni di prognosi. Dell'accaduto ha presentata anche denuncia in questura. Ora sul fatto indaga la polizia.

Nel frattempo, oltre al sindaco che ha voluto pubblicamente denunciare l'episodio, si è mosso anche il Comune. È stata redatta una relazione dell'accaduto con le dichiarazioni testimoniali dei presenti. Il tutto è stato portato all'attenzione dell'ufficio personale. Tuttavia, all'interno dei Sevizi sociali serpeggia un po' di preoccupazione. A confermarlo è lo stesso dirigente del settore Antonio Loreto «Sono altamente preoccupato - dice - C'è una situazione di disagio e bisogno che mette paura. Poi non c'è un filtro all'ingresso. Ci vogliono i tornelli e la gente che entra deve essere identificata».

Si tratta di un'antica battaglia portata avanti dai dipendenti per evitare che chiunque possa entrare in ufficio indisturbato, soprattutto, come nel caso in esame, se si tratta di uffici così delicati.

Quasi sconsolato il dirigente della Cisl Fp Raffaele Ercoli spiega: «Si tratta di episodi quasi all'ordine del giorno. Abbiamo voluto evidenziare il caso anche per sollecitare tutti a fare più attenzione. Con la crisi sono tutti arrabbiati e scaricano la propria rabbia al pronto soccorso per le file, all'Agenzia delle entrate, all'Inps ai Servizi sociali del Comune».

Il segretario generale Palazzo ricorda al Comune di Frosinone che ai dipendenti «deve essere loro assicurata una tutela. La Cisl Fp di Frosinone chiede all'amministrazione comunale che si proceda alla redazione di un protocollo comportamentale, per la gestione delle situazioni in cui si manifesti un'aggressività, sia verbale che fisica, nei confronti del personale e che comunque si adoperi pe runa maggiore sicurezza dei propri dipendenti».

La Cisl chiude chiedendo «a tutte le autorità competenti che si intervenga per fermare le intimidazioni, e le minacce e le aggressioni nei confronti dei dipendenti pubblici, che purtroppo stanno dilagando in tutti i comparti della pubblica amministrazione».