Le bandiere sono ammainate, gli striscioni arrotolati, i campionati finiti. Ma già si pensa alla prossima stagione sportiva. Ed è tempo di bilanci per l'attività di prevenzione e di contrasto dei fenomeni di violenza durante o in occasione delle partite. La stagione da poco conclusa va in archivio senza che si siano raggiunti picchi di violenza preoccupanti.

Il bilancio della Digos di Frosinone è di cinque arresti e di dodici denunciati e daspati. A questi se ne aggiungono altri otto denunciati dalla polizia stradale e cinque dal commissariato di Cassino. Ci sono poi episodi nei campionati minori (che pure non sono mancati) con relative denunce ad opera dei carabinieri. Alla fine della scorsa stagione i daspo erano cinquanta, di cui venti tifosi del Frosinone e cinque del Sora.

Attualmente, risultano in vigore 29 daspo. L'episodio più grave è la rapina ai danni del calciatore del Napoli Adam Ounas, avvenuta a fine partita il 28 aprile, quando c'è stata anche una sassaiola contro la polizia. Sabato in cinque sono stati arrestati dalla Digos. A parte quest'episodio, se ne contano di minori. Ci sono due tifosi, uno di Bergamo e uno di Milano, denunciati e daspati per aver acceso dei fumogeni allo stadio, un tifoso romanista è stato denunciato per lesioni per aver aggredito un altro spettatore in tribuna, ci sono poi tre daspo emessi nei confronti di altrettanti tifosi rei di aver affisso uno striscione ritenuto oltraggioso per i carabinieri (con riferimenti ai casi Serena Mollicone e Stefano Cucchi).

Altre otto denunce riguardano tifosi del Foggia individuati dalla polizia stradale di Frosinone per un furto in autogrill al ritorno della trasferta di Livorno del 9 dicembre. Altri cinque denunciati sono tifosi del Cassino: tre in occasione del derby con l'Anagni del 16 gennaio e altri due per il match con la Torres del 14 novembre 2018.

«Il bilancio è positivo - commenta il dirigente della Digos di Frosinone Alessandro Asturaro - Gli episodi sono tutti circoscritti e non particolarmente gravi. I più gravi in assoluto sono la rapina al calciatore del Napoli e gli scontri, per i quali siamo dovuti intervenire, per il furto di una bandiera che, abbiamo appurato, non c'è stato. Qualche piccolo tafferuglio c'è stato con la Lazio, ma nulla a che vedere con altre realtà. Quando è stato necessario, sono scattati arresti e misure di prevenzione».

Con la serie B cambierà qualcosa? «Ci attrezzeremo come sempre per rispondere al meglio alle varie esigenze e garantire la sicurezza degli spettatori». Rispetto alla serie A, però, in B non mancano le rivalità, Perugia, Benevento, Pescara e Salernitana. «Il Frosinone non ha una tifoseria particolarmente aggressiva - misura le parole il vice questore - Anzi i responsabili dei tifosi hanno dato prova di disponibilità, dialogo e confronto. Ci sono alcune rivalità storiche e, chiaramente, in queste situazioni adotteremo la massima attenzione.

Ogni partita, al di là dei precedenti, va analizzata. Anche i social seguiamo con attenzione perché da questi si possono innescare criticità. Abbiamo una squadra tifoserie da tanti anni, abbiamo personale che conosce il territorio e il mondo dei tifosi e questo, in molte situaizoni, è un fattore vincente. Non posso che ringraziare il personale».