Aveva intrapreso una relazione con un uomo conosciuto da poco, lei una quarantaseienne di Ceprano e lui un cinquantatreenne di Strangolagalli, entrambi divorziati. Si incontravano talvolta a casa sua e talvolta a casa di lui. Non ci è voluto molto e la donna ben presto si è accorta che le intemperanze di lui si trasformavano con estrema facilità in aggressioni fisiche e verbali.
La picchiava per un nonnulla, anche solo se era di cattivo umore.

A quel punto la strategia della donna è stata quella di allontanarlo gradualmente, cercando di diradare le occasioni di incontro. Purtroppo ha scatenato ancora di più l'aggressività dell'uomo che è arrivato fino al tentativo di violenza sessuale. Ieri al Tribunale di Frosinone con il Collegio penale presieduto da Francesco Mancini, si è celebrata la prima udienza.
L'imputato, difeso dall'avvocato Severino Reali, non era presente. È stata ascoltata la donna, difesa dall'avvocato Carla Corsetti. La quarantaseienne ha faticosamente ricostruito le botte, le persecuzioni sul posto di lavoro fino a costringerla a licenziarsi, le numerose volte in cui l'ha chiusa a chiave in casa, la sera in cui è scappata dalla finestra dopo che lui era andato via chiudendo la porta a chiave per impedirle di scappare; ha raccontato le volte in cui le ha distrutto tutti gli oggetti della sua casa, e quando, in preda alla rabbia, ha distrutto i vasi del giardino e divelto il cancello dell'abitazione.

Dopo l'intervento dei carabinieri a seguito dell'ennesima aggressione, era riuscita ad allontanarlo. Per circa due mesi lui l'aveva seguita, chiamata ripetutamente, aveva cercato di farle credere che si era pentito e che era cambiato. Lei gli aveva dato un'altra possibilità ma si era dovuta ricredere. Di nuovo violenza e percosse fino a un tentativo di strangolamento. La prossima udienza a novembre: saranno sentiti i testimoni.