Sarebbe stata la sproporzione tra i redditi dichiarati e lo stile di vita a insospettire gli uomini della Sezione Operativa della Compagnia di Cassino. Un dettaglio che ha rappresentato per i carabinieri il "campanello d'allarme". Così, con un'attività di accertamento che ha avuto inizio alcuni anni fa, i militari hanno raccolto tutti gli elementi confluiti nella richiesta di sequestro preventivo del 2015, poi integrata, dei beni ora confiscati.

Sono stati i militari guidati dal capitano della Compagnia di Cassino, Ivan Mastromanno agli ordini del colonnello Fabio Cagnazzo a dare esecuzione al decreto emesso dall'ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Frosinone nei confronti di Ferdinando Spada, 39 anni, attualmente agli arresti domiciliari (per altra causa) e della moglie Iolanda Morelli di 33 anni.
Si tratta, nello specifico di due ville: una nel comune di Cassino, l'altra a Sant'Elia Fiumerapido. Valore stimato, oltre 450.000 euro.

Le indagini
Per i militari ci sarebbe stata, dunque, una significativa sproporzione tra quanto dichiarato e quanto posseduto dagli indagati. «Entrambi, sia il marito (già noto per spaccio, usura,estorsione, ricettazione, rapina, minacce, rissa, truffa, associazione a delinquere,resistenza, abusivismo edilizio) che la moglie (nota per spaccio, truffa e ricettazione), risultano disoccupati» fanno sapere dal Comando provinciale dell'Arma. Le indagini patrimoniali, avviate dal Norm (con il tenente Esposito) sono state proseguite e approfondite dal capitano Ivan Mastromanno e dal tenente Di Mario che grazie a un complesso lavoro della Sezione Operativa hanno raccolto tutti gli elementi utili a sostanziare prima i sequestri e ora la confisca.  I carabinieri hanno non solo avanzato e ottenuto il sequestro dei beni in possesso dei coniugi: nei confronti del trentanovenne è scattato anche un decreto di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per un anno.

Nominato un custode
Il provvedimento di confisca è stato notificato anche al custode giudiziario per la successiva immissione degli immobili in possesso all'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata. La misura della sorveglianza speciale, hanno fatto sapere ancora da lComando provinciale dell'Arma, diverrà esecutiva nei confronti del trentanovenne quando «terminerà la misura cautelare degli arresti domiciliari a cui attualmente è sottoposto per i reati di associazione a delinquere, usura e spaccio di sostanze stupefacenti»-