La Marangoni Tyre rateizza il debito nei confronti del comune, non potendo procedere alla rottamazione in mancanza delle cartelle esattoriali.

La storia
La società Marangoni Tyre (in liquidazione), debitrice nei confronti del comune di Anagni di oltre 950mila euro tra Imu e Tasi relativi agli anni compresi tra il 2014 e il 2018, ha avanzato proposta di rateizzazione. Trattandosi appunto di ente in liquidazione, la procedura non può essere definita se non dopo l'azzeramento dei debiti, a qualsiasi titolo e nei confronti di chicchessia, soprattutto dello Stato. Con la delibera n. 201 del 27 giugno 2019, la giunta comunale presieduta dal sindaco Daniele Natalia (presenti tutti gli assessori ad eccezione di Vittorio d'Ercole) ha approvato la richiesta della Marangoni Tyre, dando il via libera alla rateizzazione dell'importo dovuto dalla società, che si è impegnata a pagarlo in n. 72 rate mensili. Il provvedimento, come previsto in certi casi, è stato adottato in considerazione del "particolare momento di crisi economica congiunturale che sta attraversando il Paese, a tutela delle categorie più svantaggiate o aziende in situazioni di particolare difficoltà economica". 

L'iter
La regola prevede che il mancato o tardivo pagamento di una rata comporti la decadenza della rateizzazione, con le somme versate trattenute a parziale copertura del debito. La Marangoni Tyre, diversa dalla Marangoni SpA proprietaria del termocombustore sul cui rinnovo autorizzativo si combatte da tempo, avrebbe volentieri effettuato la rottamazione secondo quanto deciso da Governo; l'agevolazione, che avrebbe consentito l'a bbattimento dei costi eliminando una serie di somme accessorie, non è stata possibile per l'assenza delle cartelle esattoriali. Il comune, infatti, dal 2014 non avrebbe consegnato i ruoli ad Equitalia (Agenzia delle Entrate Riscossione), avendo deciso di utilizzare Credit On. Numerosi cittadini si sono recati presso gli uffici finanziari del comune, chiedendo spiegazioni ma ricevendo risposte affatto esaustive. Una vicenda che potrebbe riaprire una polemica, stavolta non politica, piuttosto complicata.