Che ne è stato della Casa famiglia di Ausonia inaugurata nell'autunno del 2018? I consiglieri comunali di opposizione vogliono vederci chiaro. Benedetto Zegarelli, Nicola Piacentino e Michele Pomerani chiedono al sindaco Benedetto Cardillo, all'assessore ai Servizi Sociali Anna Santamaria e al consigliere delegato al Bilancio Eugenio Colacicco delucidazioni in merito alla determina del settore amministrativo n.56 dell'otto luglio con la quale è stata revocata l'aggiudicazione definitiva dell'immobile comunale "Ex Orfanotrofio" sito in località Madonna del Piano alla società Cooperativa Sociale Arl "Araba fenice", a seguito della nota di rinuncia inviata dalla società al Comune di Ausonia.

Gli esponenti del gruppo "VivAusonia", in particolare, chiedono al primo cittadino di relazionare in merito all'accaduto ed esporre dettagliatamente i motivi che hanno portato la società cooperativa aggiudicataria a tale rinuncia, «illustrando gli eventuali problemi da parte del Comune di Ausonia nella consegna della struttura, di indicare quindi le motivazioni per cui il contratto di concessione tra il Comune di Ausonia e la Araba fenice non è stato firmato entro i trentacinque giorni dalla determina n.10 del 22 febbraio scorso, facendo decorrere infruttuosamente il termine previsto».

Inoltre, Zegarelli, Piacentino e Pomerani si aspettano che il sindaco Cardillo relazioni sulla strategia dell'am ministrazione comunale affinché lo stabile possa essere destinato a struttura socio-assistenziale/casa famiglia e illustri i tempi previsti per far sì che questo si verifichi. «Vogliamo sapere – hanno precisatoiconsiglieri diminoranza–se le strategie dell'amministrazione sono cambiate e se nell'immedia to è previsto un altro utilizzo per l'immobile in questione». Ma non finisce qui. La lista "VivAusonia" chiede al sindaco anche di illustrare gli effetti prodotti dal mancato incasso causato dalla rinuncia da parte della società cooperativa aggiudicataria, «visto che quest'ultima doveva versare al Comune di Ausonia un canone di locazione di circatrentacinque mila euro annui per dieci anni».