La sentenza per il brutale omicidio di Gloria Pompili è prevista ad ottobre. Ieri mattina intanto davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Gian Luca Soana, è stato il turno di altre deposizioni, le ultime di un processo che è giunto alle battute finali. Sul banco dei testimoni ha parlato il padre di Loide Del Prete, zia di Gloria, imputata nel processo. Il testimone ha ribadito che anche la figlia era sotto schiaffo del marito, imputato anche lui per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e che aveva anche saputo che Gloria si prostituiva.

L'uomo ha spiegato un punto che potrebbe essere chiave nella difesa e cioè che la figlia era succube del marito come se fosse manipolata e che spesso subiva il suo carattere violento. E poi ha riferito al pubblico ministero Valentina Giammaria e al collegio difensivo che la figlia lo avrebbe chiamato per andarla a prendere e inoltre ha messo in rilievo un altro particolare: sul corpo di Gloria e anche su quello della figlia ha visto i segni delle percosse e della violenza.

La testimonianza dell'uomo è stata in linea con quello che aveva dichiarato la figlia Loide nel corso della precedente udienza quando aveva spiegato di essere stata sotto scacco del marito. Una versione invece completamente diversa rispetto a quanto sostenuto nella lunga deposizione della precedente udienza dal ragazzo egiziano che aveva riferito invece che era stata la moglie ad aver pianificato tutto e a «trovare» un lavoro per Gloria. Nel corso del processo ha deposto poi un agente della Squadra Volante intervenuto nell'abitazione di corso Lazio a Frosinone dove la coppia viveva perché Gloria era stata picchiata e poi il titolare di un bar dove Gloria e il marito andavano insieme ai bambini.

Alla fine il processo che ha subito una interruzione per un black out che ha coinvolto il Tribunale è stato rinviato al 13 settembre, in quell'occasione saranno ascoltati altri testimoni, poi è prevista una nuova udienza per l'11 ottobre con la requisitoria del pubblico ministero e a seguire sono previste le arringhe del collegio difensivo, poi camera di consiglio e infine la sentenza.