Movida sì, movida no. La questione si sposta a pochi metri dall'abbazia e lungo la strada che conduce al monastero benedettino. Tra i tornanti è possibile trovare vere e proprie mini-discariche composte da bottiglie di birra e di alcolici ormai svuotate, confezioni di carta che contenevano cibo da asporto e pacchi vuoti di sigarette. Ma anche preservativi e fazzolettini. Un tappeto che "disegna" nottate brave trascorse tra amanti o tra amici. A notare, poi, con la luce del sole il disastro lasciato durante la notte, sono sia i residenti sia le centinaia di persone che percorrono la strada a piedi o in bicicletta nei giorni seguenti. Oltre a generare indignazione e malcontento, queste scene deturpano il paesaggio e offrono anche ai turisti un'immagine davvero poco edificante della città.

Lo sfogo
«Se fosse solo l'abbandono delle bottiglie ha segnalato un cittadino che abita poco distante dall'area archeologica sarebbe il minimo. È tutto quello che fanno. Lanciano le bottiglie di vetro sulla strada, che vanno in mille pezzi, urlano, cantano.
Corrono su e giù sgommando anche in piena notte, hanno dei veri e propri percorsi: salgono da via di Biasio e scendono dalla parte delle sorgenti del Gari spuntanto su via De Nicola o direttamente in via del Foro, alle spalle della concattedrale. Un circuito "rodato", almeno secondo la nostra esperienza, che fanno in entrambi i sensi, a volte per ore.
Le pattuglie di polizia e carabinieri passano ma, ovviamente, non possono restare qui tutta la notte viste le continue emergenze e il numero di personale in servizio».

Un problema particolarmente sentito, quindi, soprattutto da chi abita in via Montecassino: sono proprio i residenti a temere di ritrovarsi con le auto nei giardini. E non sarebbe, poi, un caso nuovo. «Lungo la strada che porta su in abbazia - ha aggiunto una donna che abitualmente sale a piedi - si trova di tutto. Alcune abitazioni o ristoranti hanno i secchi per i rifiuti fuori, legati e nelle gabbie. Ma se passa qualche combriccola su di giri non si lascia scoraggiare: così senza persarci troppo colpiscono, capovolgono o trascinano i carrellati. Non so che divertimento ci sia ma capita spesso». Una situazione, quindi, che crea disagi ai cittadini oltre a rappresentare un pericolo anche per gli automobilisti in transito. Abitudini che poco rientrano nel concetto di "movida", quella sana, che guarda al divertimento come a un'opportunità e non come a una giustificazione di comportamenti incivili.