Dopo l'allarme per la nube di fumo sprigionata dall'incendio di San Vincenzo Valle Roveto, scoppia un altro incubo ambientale con il sequestro della discarica comunale "Ara Forcella". I residenti della zona sono preoccupati per quanto emerso dalle analisi dell'Arpa Lazio. Il percolato fuoriuscito ha infatti contaminato le acque di falda sottostanti con quantità rilevanti di arsenico, nichel, selenio, solfati, piombo e cromo. Una vecchia vicenda che in questi giorni presenta un conto pesante alla cittadinanza e ai funzionari comunali che si sono succeduti nel ruolo di dirigente del settore lavori pubblici e ambiente.

Sul registro degli indagati sono finiti così l'attuale dirigente, l'architetto Pio Porretta, e il suo predecessore, l'ingegner Luigi Urbano, non più in servizio a Sora. Il pm della procura di Cassino Alfredo Mattei ha ipotizzato a loro carico i reati di inquinamento, omessa bonifica e avvelenamento di acque. Con l'avviso di garanzia potranno ora difendersi dalle accuse nominando i rispettivi avvocati e periti. Intanto il sindaco Roberto De Donatis è stato nominato custode giudizario della discarica sequestrata.

«Di fatto nulla cambia rispetto alla gestione ordinaria - spiega ilprimo cittadino - perché è quella che l'amministrazione attualmente può garantire, viste le disponibilità, in relazione al fatto che questo cantiere di epoca remota non ha risolto i problemi, anzi li ha creati. Mi attende un fitto carteggio con la Regione su questo problema, ma chiederemo anche l'attivazione di un tavolo coinvolgendo il ministero dell'ambiente.

Mi hanno nominato custode giudiziario del sito, quindi dovrò garantire la manutenzione ordinaria che già il Comune effettua periodicamente raccogliendo il percolato. È bene che la gente sappia che parliamo di un appalto vecchiodi tantianni.Idirigenti chesi sono susseguiti non hanno dormito sugli allori, hanno fatto ciò che potevano sulla base delle disponibilità finanziarie dell'ente».