Un'inchiesta destinata ad allargarsi. L'operazione Urban Waste che ha scoperchiato il sistema che, secondo l'accusa, attraverso l'asse Tac Ecologica e Biemme cercava di condizionare gli appalti pubblici, e che ha portato anche ad otto arresti (due in carcere, gli altri ai domiciliari) potrebbe non essere finita qui. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del tribunale di Frosinone Ida Logoluso si dà atto dei tentativi dei due principali indagati, entrambi ora in carcere, ovvero Alfredo Coratti, in qualità di amministratore unico della Tac Ecologica e Giovanni Luciano Bellardini, nelle vesti di tecnico del Comune di Sgurgola e di rappresentante di fatto della Biemme, di guardare oltre.

I due, peraltro, difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Mario Pinchera e Mario Di Sora, saranno interrogati domani mattina.
Oltre quel sistema di piccoli appalti e subappalti sui quali secondo la prospettazione accusatoria, forte delle risultanze ottenute dai carabinieri forestali del Nipaaf del colonnello Giuseppe Lopez e del maggiore Vitantonio Masi, coordinati dai sostituti procuratori Vittorio Misiti e Barbara Trotta avrebbero puntato, evitando così di andare alla ricerca della gara a tanti zeri, miravano anche su altri comuni. E, soprattutto, vantano amicizie con politici di ogni livello.

«La Biemme - scrive il gip - ha ricevuto dalla Tac Ecologica dei subappalti riguardanti vari lavori da effettuare presso alcuni Comuni e in un caso la Tac Ecologica ha smaltito dei rifiuti ingombranti per conto della Biemme, facendo però figurare lo smaltimento a carico del Comune di Sgurgola, sul quale quindi sono gravati i relativi costi». Già nella richiesta dei pubblici ministeri, si evidenzia «un ingente quantitativo di conversazioni telefoniche intercettate - ricorda il gip - che, sebbene non attestino la commissione di ulteriori attività delittuose, palesano il modus operando deiprincipali indagati: la loro continua spasmodica ricerca di appalti a cui partecipare e l'immediata valutazione delle modalità illecite con cui garantirsi gli stessi, in un costante, continuo e concatenato passaggio dall'uno all'altro Comune.

Le conversazioni captate al Bellardini attestano: suoi rapporti con pubblici ufficiali, che fanno temere possibili futuri sviluppi illeciti; l'interesse dello stesso per lavori da svolgersi nei comuni di Settefrati, Fontana Liri, Monte San Giovanni Campano, Piedimonte San Germano e nella comunità montana di Arce, con relativi contatti con sindaci e amministratori di tali Comuni ed enti ed altresì attestano la disinvoltura con la quale il Bellardini svolge il suo incarico lavorativo presso il Comune di Sgurgola, sempre pronto a favorire gli interessi dei propri amici ed a curare i propri contatti, piegando a tale scopo la sua funzione».

Di Coratti il gip rileva l'interesse pergare da svolgersi in altri comuni quali Boville Ernica, Montelanico, Veroli, Marcelina, Torrice, Acuto, Bonito; dimostrano l'attività svolta a favore di candidati alle elezioni amministrative regionali e politiche; manifestano i tentativi di creare un cartello fra le società che gestiscono la raccolta di Rsu, per spartirsi gli appalti ed evitare dispendiose concorrenze; ancora interessanti sono le conversazioni in cui il Coratti spiega come funziona il "sistema" e in relazione ad un'assunzione promessa e non realizzata di chi sia la colpa del mancato rispetto degli accordi; dalle conversazioni, ancora emergono i suoi numerosi "favori" a sindaci di tutta Italia (di Agosta, Bassiano, Maenza, Licenza, Patrica, Arnara) ed i rapporti con cui si vanta, con politici di ogni livello».