La differenza tra atteggiamenti punitivi e il tema, delicato, del bullismo è molto sottile. Vicende che hanno come protagonisti i giovanissimi che in alcune circostanze vedono sfuggire di mano le loro azioni. Che magari nascono per goliardia, ma che poi non si sa dove possono arrivare. La storia accaduta qualche sera nell'area di Civita si avvicina molto a questa doppia interpretazione. A raccontarla la madre di una studentessa che frequenta il primo anno delle superiori ad Alatri. In sintesi le compagne e i compagni di classe sono riusciti ad entrare, forse in virtù di una disattenzione, nella chat della ragazzina e di una sua amica. Una chat dove le due amiche si sono scambiate opinioni e considerazioni private su amici e compagni di classe. Pensieri normali a quella età e non solo. Chi non ha mai lanciato una frecciatina ad un conoscente, un amico o un compagno di classe? Chiaro che non sarà mancato qualche apprezzamento non gradito.

Un conto però è dirlo a parole e un conto scriverlo. E così, letti i messaggi della chat, i compagni di classe hanno organizzato una piccola "vendetta". Hanno organizzato una serata conviviale a Civita invitando la ragazza. Si aspettava di trascorrere una serata a scuola chiusa in allegria, invece è stato un piccolo incubo. Infatti i compagni di classe l'hanno presa di mira e "messa in mezzo" con ognuno che le ha rinfacciato i messaggi scritti in quella chat. Ovviamente la ragazzina si è sentita indifesa ed è rientrata sconvolta a casa annunciando che vuole cambiare istituto. La madre si è accorta dell'accaduto e ha voluto denunciare quanto successo. Non andando ai carabinieri, ma volendo dare una lezione ai ragazzi protagonisti di una bravata che è finita male. E che si spera, complice le vacanze, possa rientrare.