Uno squarcio di luce su Fiuggi giunge in queste ore dai dati delle vendite della sua preziosa oligominerale, relativi al 1° semestre 2019, che lasciano ben sperare nella direzione di quel piano di dismissione della sua controllata Atf. Che all'appuntamento del prossimo autunno, giungerà con dati di bilancio decisamente migliori rispetto agli esercizi precedenti e che portarono la procura di Frosinone ad avanzare, nel giugno scorso, una istanza di fallimento poi per fortuna respinta sulla scorta degli accorgimenti e dei correttivi, compresa la ricapitalizzazione per 5 milioni di euro, posti in essere dal comune. Se fosse andata diversamente probabilmente oggi le terme non erano aperte e le linee dell'imbottiglia mento erano ferme.

Comunque per fortuna al 30 giugno scorso invece i dati di vendita parlano di un 10% di aumento del fatturato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che in soldoni vale intorno al milione di euro in più. Oltre le previsioni iniziali dell'attuale C.d.A. e del suo management. Questo risulta nel bilancio infra annuale 2019 con previsioni di fine anno che viaggiano verso il pareggio di bilancio.

Se così fosse ci troveremmo davanti ad un mezzo miracolo. Lo strumento contabile 2018 invece verrà approvato intorno al 20 luglio prossimo, con leggero ritardo rispetto ai tempi previsti, per via di alcune poste relative agli esercizi precedenti ed oggi risolte, comunque in largo anticipo rispetto al bilancio precedente approvato a novembre dello scorso anno, quando alla guida di Atf era ancora l'amministratore unico Carlo Marai, di lì a poco sostituito nella conduzione della controllata.Tasselli che vanno ad allinearsi perfettamente con i percorsi ed i tempi indicati dal comune di Fiuggi azionista unico che, il 15 luglio prossimo, pubblicherà il bando per la manifestazione d'interesse o esplorazione di mercato. Prima di giungere nell'autunno prossimo al bando per la dismissione delle quote di Atf.

Tutto questo si evince dal memorandum di razionalizzazione redatto dalla studio legale "Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners", con l'ausilio della "Paragon advaisor" comunale specializzato in società controllate, attraverso anche la concertazione con la Corte dei Conti e della Regione Lazio, titolare delle concessioni minerarie. Tutto il resto è nelle mani del mercato e della buona sorte.