"In seguito all'articolo comparso oggi su un noto quotidiano locale, nel quale viene riportata la notizia che il sindaco della città di Anagni Daniele Natalia è indagato nell'operazione Urban Waste, chiediamo un'immediata conferenza stampa del sindaco nella quale questi in maniera chiara, riferisca alla cittadinanza cosa stia succedendo e perché è indagato. Invitiamo inoltre il sindaco a dire chi sia il politico del Comune che intratteneva rapporti con la ditta di disinfestazione incriminata in quanto si deve capire quale sia il suo ruolo all'interno delle istituzioni".

Così in una nota la minoranza dell'amministrazione di Anagni a proposito dell'inchiesta.

Un vero e proprio sistema, una diffusione capillare di quello che nell'ultimo mese è salito più volte alla ribalta della cronaca: rifiuti, tangenti e favori. Prima Cervaro con l'operazione "Malaffare", poi lo sviluppo dell'azienda verolana finita al centro delle indagini, la Tac Ecologica di Alfredo Coratti, tuttora in carcere, e il sequestro del centro di trasferenza di Piglio. Ieri un'altra operazione, "Urban Waste". I fatti contestati ruotano intorno alla società di Veroli, la Tac ecologica, operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani, e alla società Biemme di Anagni, una multiservice che si occupa prevalentemente di lavori edili. Un sistema rodato quello che secondo gli investigatori aveva costruito l'im prenditore verolano e che era ulteriormente in crescita. Un sistema attraverso il quale alterare le gare pubbliche relative allo smaltimento dei rifiuti indette dai Comuni.

In particolare l'imprenditore voleva trovare un accordo con i rappresentanti delle altre società concorrenti per riuscire a spartirsi le gare, con un minimo ribasso sulle offerte già concordate prima della presentazione. Un progetto che, se realizzato, avrebbe non solo arrecato un danno economico ai Comuni, ma avrebbe concretizzato il pericolo che gli appalti fossero affidati a società meno competitive. Insieme ad Alfredo Coratti, nell'inchiesta del Nucleo Investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) del gruppo carabinieri forestale di Frosinone ci sono altre 16 persone tra imprenditori, politici e funzionari pubblici. Per sette di loro l'ordinanza di applicazione di misure cautelari, emanata dal gip presso il Tribunale di Frosinone, su richiesta della Procura della Repubblica di Frosinone, due in carcere, appunto Alfredo Coratti della Tac ecologica, già detenuto per una analoga misura che riguarda un altro procedimento penale e Giovanni Luciano Bellardini tecnico del comune di Sgurgola e rappresentante di fatto della società Biemme srl.

Agli arresti domiciliari Lucio Giuseppe Formaggi, assessore del Comune di Sgurgola, Vincenzo Rocchi, funzionario della Città Metropolitana di Roma, Domenico Spaziani, ex funzionario dell'Asl, Mattia Bellardini, amministratore unico della società di Anagni, Paola Morgia, rappresentante di fatto della Biemme, e un dipendente della società di Anagni, Alessandro Recine. Le accuse sono di corruzione, abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, truffa e traffico di influenze illecite. Sono difesi dagli avvocati Giampiero Vellucci, Riccardo Masecchia e Mario Di Sora. Tra gli indagati anche nomi di spicco, tra cui i sindaci di Anagni e Sgurgola, Daniele Natalia e Antonio Corsi, Tonino Ranelli, impiegato del comune anagnino, Loreto Coratti, dipendente della Tac ecologica, Lorenzo Spaziani, medico, Marco Clemenzi, comproprietario della ditta One group di Cisterna di Latina, l'avvocato Filiberto Abbate, Giuseppe Lauro, dipendente del comune di Sora, e Veronica Valeri di Strangolagalli.

L'indagine
Ieri nel comando dei carabinieri forestale il colonnello Giuseppe Lopez e il maggiore Vitantonio Masi hanno illustrato i dettagli dell'indagine durata due anni. Gli investigatori, oltre ad attività intercettive telefoniche ed ambientali, hanno effettuato pedinamenti e osservazioni dirette e riscontrato leipotesi delittuosetramite l'esame di una massiccia mole di documenti.

A Sgurgola
La società verolana che effettua lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Sgurgola, a causa dei numerosi disservizi causati alla cittadinanza nell'effettuazione della raccolta, è stata destinataria nel tempo di continue contestazioni, con conseguente elevazione di numerose sanzioni. Tali sanzioni, però, non sono mai state effettivamente riscosse dal tecnico comunale Giovanni Luciano Bellardini, il quale, per la gravità delle violazioni al contratto d'appalto, avrebbe dovuto addirittura avviare l'iter di risoluzione del contratto d'appalto. In cambio la società verolana subappaltava alla società Biemme, parte dei lavori che effettuava in altri Comuni della provincia. L'imprenditore Coratti, inoltre, sempre stando alle accuse per farsi pagare le fatture da parte del Comune di Sgurgola, ha sollecitato l'intervento dell'assessore Lucio Giuseppe Formaggi, il quale in cambio ha chiesto e ottenuto, sempre stando alle accuse, posti di lavoro per due cittadini. Non solo, ma lo stesso assessore avvisava l'imprenditore di controlli in programma da parte dei vigili urbani di Sgurgola e, in una occasione, interveniva per non far elevare una sanzione. Tra i reciproci scambi di favore tra le due società spicca un episodio di rilevo. Il tecnico comunale, dovendo la sua società smaltire dei rifiuti ingombranti, si serve della società verolana. Lo smaltimento però viene fatto figurare come avvenuto a carico del Comune di Sgurgola, anziché della società di Anagni.

Trevi nel Lazio
L'imprenditore Coratti avendo partecipato ad una gara pubblica indetta dal Comune di Trevi nel Lazio, ed avendola persa, ha tenrappresentante di un'altra società, di convincere il legittimo vincitore a rinunciare all'affidamento, in modo tale da subentrare con la sua società. Tentativi vani.

Anagni
Per ottenere l'assegnazione di futuri appalti da parte del Comune di Anagni, in particolare per la messa in sicurezza del territorio a causa di dissesti idrogeologici, i rappresentanti della società di Anagni hanno assunto un amico d'infanzia del sindaco Daniele Natalia su sua espressa richiesta. Nel frattempo, nell'agosto del 2018, alla società è stato affidato dal competente servizio l'appalto per la disinfestazione del Comune di Anagni, facendo risultare una indagine di mercato in realtà mai avvenuta e senza neanche aver visionato un preventivo prima dello stesso affidamento dei lavori. Proprio per gestire la società, il tecnico in una occasione si è assentato dal lavoro nel Comune di Sgurgola presentando un certificato medico, senza essere visitato dal proprio medico (indagato) che provvedeva comunque al rilascio e alla firma del certificato.

Nella capitale
Altro episodio corruttivo riguarda dei lavori effettuati dalla società di Anagni per la Città Metropolitana di Roma riguardo lavori edili di risanamento di un edificio scolastico. Vincenzo Rocchi, funzionario della Città Metropolitana di Roma, che aveva partecipato alla procedura di affidamento, ha ricevuto dai rappresentanti della società 2.500 euro.

Sora
Coinvolto anche un dipendente del comune di Sora (indagato) che ha affidato alla società di Anagni l'appalto per la manutenzione del tratto del fiume Liri. Per ottenere l'appalto il dipendente ha concordato con il funzionario comunale e con la rappresentante di un'altra società l'offerta da presentare, risultata poi vincente, alterando così il normale svolgimento della selezione pubblica.

di: Nicoletta Fini