È stato disposto il processo per chiarire cause e responsabilità dell'incidente che il 4 dicembre del 2014 determinò la morte del vigile del fuoco Giuseppe Vona, il trentottenne originario di Frosinone (i cui familiari sono assistiti dall'avvocato Nicola Ottaviani) che quel giorno, diretto a Gaeta, perse il controllo della Land Rover di cui era alla guida all'interno della galleria Monte Giove a Terracina. Ieri il giudice per l'udienza preliminare ha rinviato a giudizio un tecnico, M.C. di Piacenza, unico indagato e ora imputato per omicidio colposo in qualità di responsabile della revisione effettuata sul mezzo nel centro della città emiliana che aveva l'appalto sui mezzi dei vigili del fuoco.

Stando a quanto ricostruito nel corso dell'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza, il mezzo sul quale viaggiava lo sfortunato vigile del fuoco, un Defender della Land Rover, avrebbe subito la rottura del sistema sterzante. In base a quanto emerso sulla base anche di una consulenza, vi era un'usura avanzata del perno dell'avantreno che, rompendosi, avrebbe provocato la perdita di controllo del mezzo e il successivo ribaltamento. La tesi dell'accusa è che quell'usura si sarebbe potuta individuare nel corso di quella revisione, avvenuta il 15 ottobre 2013. A difendere il tecnico emiliano in aula, l'avvocato Daniele Gardi.

L'incidente fatale per Giuseppe Vona si è verificato nella galleria Monte Giove intorno alle 19.40 di quel 4 aprile 2014.
L'operatore del 115 stava recandosi a Gaeta per una sostituzione di turno. Solo da qualche tempo era stato trasferito a Terracina dal comando di Latina. Prima ancora era stato in servizio a Bergamo e Arezzo, ed era in attesa di essere trasferito definitivamente a Frosinone. Non erano rimasti coinvolti altri mezzi.