L'unità specializzata dei vigili del fuoco per ricostruire la dinamica dell'incendio alla Mecoris. Ieri il nucleo investigativo antincendio, dopo che i colleghi del comando provinciale di Frosinone avevano effettuato le attività preparatorie, ha svolto le verifiche richieste dalla procura di Frosinone che indaga, a carico di ignoti, per incendio doloso. Si tratta di stabilire il punto esatto in cui le fiamme sono state appiccate e come si sono propagate. Altre verifiche riguarderanno i materiali eventualmente utilizzati per incendiare la Mecoris come pure la tipologia di rifiuti che è andata bruciata. Questi, come altri accertamenti di natura tecnica, saranno condotti anche dai carabinieri forestali del Nipaaf e dagli agenti della squadra mobile di Frosinone, incaricati dalla procura di Frosinone di condurre le indagini. Carabinieri e polizia, intanto, dovranno attendere le relazioni degli stessi vigili del fuoco e dell'Arpa Lazio.

Intanto, l'Arpa Lazio ha divulgato i dati del quarto campione di misurazione delle sostanze inquinanti alla Mecoris dopo l'incendio. Quel che spicca dei valori presi tra la notte del 26 e la mattina del 27 giugno è l'incremento della concentrazione di diossina e di benzopirene, che hanno raggiunto i livelli più alti dei quattro giorni. Più contenuti, rispetto al primo giorno, ma in crescita rispetto ai successivi anche i valori dei policlorobifenili saliti a 168 picogrammi per metro cubo. Per quest'ultima sostanza non esiste un valore di riferimento, anche se il primo giorno si era registrato un valore di 268. Per quanto riguarda la diossina, l'Oms suggerisce una soglia limite di 0,3 che, dunque, per la prima volta, è stata superata dal quarto campione.

Per il benzopirene, l'ultimo campione è di 2,93 nanogrammi per metro cubo rispetto all'1,3 del primo giorno e alla media, però annuale, prevista per legge di 1. L'Arpa Lazio ha precisato che «è opportuno segnalare che, come già riscontrato in situazioni simili, le operazioni che vengono svolte nei giorni successivi allo spegnimento dell'incendio, quali ad esempio la movimentazione del materiale combusto, possono influenzare i valori misurati dal campionatore localizzato a poca distanza dal capannone andato a fuoco».