È previsto per oggi, salvo imprevisti, l'arrivo alla Mecoris dell'unità specializzata dei vigili del fuoco. Il nucleo investigativo antincendio dei pompieri di Roma dovrà effettuare i rilievi sull'area percorsa dal fuoco per capire da dove le fiamme sono partite e ricavare altri elementi utili ai fini dell'inchiesta. La procura di Frosinone, infatti, procede per incendio doloso contro ignoti. Anche ieri le attività tecniche non si sono fermate. Carabinieri e forestali stanno vagliando tutti gli elementi senza lasciare nulla al caso.

Anche dalla Mecoris attendono sviluppi. In primis per valutare il da farsi, a cominciare dallo smaltimento del materiale rimasto accatastato. Per quello combusto le procedure saranno probabilmente più lunghe: servirà una caratterizzazione del materiale per poi valutare come smaltirlo, mentre per i cumuli di rifiuti non toccati dall'incendio, l'azienda confida di avere un'autorizzazione in tempi più solleciti per portar via quello che si può portare via. Attualmente è tutto sotto sequestro e non può essere toccato nulla almeno fin quando vigili del fuoco, carabinieri e polizia non avranno terminato il proprio lavoro.

I titolari dell'azienda risultano parti offese. E sono stati sentiti come persone informate sui fatti. Ad assistere i vertici aziendali per gli aspetti di natura legale che si stanno presentando è stato chiamato l'avvocato Marco Pizzutelli.
Intanto, l'Arpa Lazio ha diramato un nuovo bollettino per fare il punto delle analisi effettuate sul sito. I tre campioni hanno misurato, nel giorno e in quelli successivi all'incendio, una presenza di diossina oscillante tra 0,26 picogrammi per metro cubo a 0,16 e 0,20. In tutti e tre i casi la misurazione giornaliera rientra nel limite suggerito dall'organizzazione mondiale della sanità, fissato a 1.

Diverso il discorso per il benzopirene: in due giorni su tre, il primo e il terzo, il limite previsto per legge (ma come media annuale) è stato superato. La norma, infatti, prevede un limite annuo di 1 mentre il campione del 23 e 24 giugno e quello del 25 e 26 giugno hanno registrato rispettivamente 1,3 e 1,4 nanogrammi per metro cubo. La seconda misurazione, con 0,24, è risultato invece nei limiti. Tuttavia, l'Arpa Lazio si è affrettata a precisare quello che, insieme alle polveri sottili, è un altro problema di Frosinone, ovvero una concentrazione troppo elevate di benzopirene che, nell'intero 2018, si è attestata a 2,2 con una punta di 16,7.

Il valore dei policlorobifenili si è attestata a 268 il primo giorno e poi a 143 e 163. Per queste sostanze non esiste un limite di riferimento, tuttavia l'Arpa ha evidenziato la differenza con gli incendi del Tmb di Roma e dell'Eco X di Pomezia dove la concentrazione è risultata maggiore rispetto a Frosinone con punte, in via Salaria, perfino di 1.019. Anche le polveri sottili si sono mantenute al di sotto della soglia massima consentita dei 50 microgrammi per metro cubo. Il valore più alto registrato è di 27 in viale Mazzini e di 23 allo Scalo. Lunedì, ultimo dato disponibile, viale Mazzini ha registrato un valore di 23, mentre quello dello Scalo non è disponibile.

Il consigliere comunale e provinciale Vincenzo Savo, intanto, ha chiesto alla procura di Frosinone l'autorizzazione per un nuovo sopralluogo alla Mecoris, accompagnato dal personale dell'Arpa Lazio, dell'Asl e della polizia provinciale.