Dall'inizio del 2019 tutte le fatture emesse, a seguito di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, sono elettroniche. L'obbligo, introdotto dalla legge di bilancio 2018, vale sia nel caso in cui la cessione del bene o la prestazione di servizio è effettuata tra due operatori Iva (B2B, ovvero Business to Business), sia da un operatore Iva verso un consumatore finale (B2C, ovvero Business to Consumer). E, da ieri, sul tema sono scattate alcune novità.

Come spiega l'agenzia delle entrate, «gli operatori Iva con volume d'affari superiore a 400.000 euro che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi dovranno rilasciare al consumatore finale, al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale, un documento con valenza solo commerciale memorizzando e trasmettendo i relativi dati all'agenzia delle entrate». E, ancora, sale da dieci a dodici giorni, in virtù del decreto crescita, il tempo a disposizione per emettere via sistema di interscambio (sdi) le fatture elettroniche rispetto alla data dell'operazione. L'agenzia delle entrate, inoltre, spiega che «il nuovo servizio per i corrispettivi telematici è attivo all'interno dell'area riservata del portale fatture e corrispettivi e potrà essere utilizzato, oltre che da pc, anche tramite tablet e smartphone».

Ma cosa, nella sostanza, è cambiato con le novità partite ieri? Al momento sono obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi soltanto i soggetti con volume d'affari superiore a 400.000 euro, mentre dal primo gennaio l'obbligo sarà esteso a tutti gli altri soggetti. Sono interessati alla trasmissione dei corrispettivi giornalieri coloro che esercitano attività di commercio al minuto e assimilato. Per i commercianti, nello specifico, è necessario dotarsi di registratori telematici idonei rispetto a quanto sancito proprio dall'agenzia delle entrate.

L'intervento
Domenico Celenza, presidente dell'ordine dei commercialisti di Frosinone, spiega che «per il primo semestre di vigenza dell'adempimento in questione, decorrente dal 1º luglio 2019 per i contribuenti con volume d'affari superiore a 400.000 euro e dal 1º gennaio 2020 per tutti gli altri, la trasmissione dei dati potrà avvenire entro un mese dalla data di effettuazione dell'operazione senza che siano irrogate le sanzioni». La fatturazione elettronica, come sottolineato in apertura, è stata introdotta sei mesi fa (1º gennaio 2019). «A sei mesi dall'introduzione della fattura elettronica è necessario rilevare che ancora una serie di tematiche non sono risolte -sottolinea Celenza- Tuttavia nel decreto crescita sono state accolte molte delle istanze del consiglio nazionale dei dottori commercialisti. A parte un avvio iniziale problematico anche per l'infrastruttura telematica dell'agenzia delle entrate, la situazione sembra tendere a una sostanziale normalizzazione. Permangono, tuttavia, alcuni casi di ritardo a cavallo della chiusura dei periodi di liquidazione dell'Iva da parte dello Sdi per cui si potrebbero creare dei problemi alle imprese». In conclusione Celenza auspica «che l'agenzia delle entrate faccia tesoro della mole di dati che potrà acquisire per programmare meglio e in modo più efficace l'attività di accertamento al fine di contrastare meglio l'evasione e tutelare le imprese sane».