Non certo un fulmine a ciel sereno: non potevano certo essere i dati relativi al mese di giugno ad invertire il trend delle immatricolazioni di auto in Italia. E infatti i dati forniti ieri dal ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture hanno confermato il dato che era emerso già dai primi mesi dell'anno e che hanno infatti costretto gli operai alla cassa integrazione sempre più frequentemente.
Ovvero: le vendite di Alfa Romeo il marchio che caratterizza lo stabilimento Fca di Cassino si sono dimezzate nel primo semestre dell'anno. Grazie ai risultati di giugno, Alfa Romeo porta a 14.402 le unità vendute nel corso del primo semestre del 2019. Si tratta di un netto passo indietro rispetto ai dati del primo semestre del 2018, chiuso da Alfa Romeo con un totale di oltre 27.000 unità vendute in Italia. Il calo percentuale registrato dal marchio italiano è, quindi, pari al 47.2%.

Stelvio si difende
Solo Stelvio si conferma essere il modello più venduto del marchio italiano nel nostro Paese. A giugno, infatti, il Suv ha raggiunto quota 1.101 unità vendute, registrando un leggero calo percentuale (-8%) rispetto ai dati raccolti nel giugno dello scorso anno. Grazie al risultato di giugno, lo Stelvio porta a 6.342 il totale di unità vendute in Italia nel corso del primo semestre del l'anno, conservando la leadership del suo segmento di mercato nonostante un calo di vendite, rispetto al primo semestre dello scorso anno, pari al -19%. Molto male, invece, sia la berlina Giulia che la più "anziana" delle tre in produzione a Cassino: l'Alfa Giulietta. La compatta di segmento C ha raggiunto quota 5.860 unità vendute in Italia nel corso del primo semestre del 2019.
Il risultato registrato dalla Giulietta è decisamente negativo rispetto al primo semestre del 2018, in cui le unità di Giulietta vendute erano state più di 11.000: la segmento C della casa italiana ha fatto registrare un calo percentuale del 53% confermando, ancora una volta, di non poter più garantire i risultati ottenuti negli anni passati: del resto è sulle linee di Piedimonte San Germano dall'ormai lontano 2010.

Il calo del 47% del marchio Alfa incide in modo determinante su tutto il gruppo Fca che a giugno perde oltre l'11%: risultato in linea con il dato del primo semestre che fa registrare a Fca un calo del 12%. Per questo motivo c'è stato un massiccio ricorso alla cassa integrazione con ripercussioni sulle buste paga degli operai: oggi si terrà un vertice in Regione Lazio convocato dal presidente della Pisana Mauro Buschini con i sindacati e una delegazione della consulta dei sindaci composta da Enzo Salera, Gioacchino Ferdinandi, Libero Mazzaroppi e altri primi cittadini del Cassinate per provare a fare chiarezza ed avere certezze sul futuro.