L'associazione Capodarco ci crede e punta alla realizzazione del progetto "Dopo di noi" a Villa Gasbarra nell'immobile da poco restaurato e riconsegnato al Comune di Ferentino. Con il termine "Dopo di noi" i genitori di persone con disabilità indicano il periodo che seguirà alla loro dipartita. È questo l'obiettivo di don Franco Monterubbianesi fondatore di Capodarco, che ha partecipato a Ferentino all'inaugurazione dell'edificio accanto al sindaco Antonio Pompeo. È un progetto di notevole importanza e proprio in questi giorni, come si è appreso, nella città gigliata è venuta a mancare purtroppo la madre di un ragazzo disabile, il quale rimanendo da solo sarebbe stato affidato momentaneamente ad alcuni parenti.

Don Franco, con una lettera indirizzata alle famiglie di Ferentino, ha annunciato: «Care famiglie dei disabili di Ferentino e dei paesi limitrofi unite a noi di Capodarco. Finalmente è stata inaugurata la struttura di Villa Gasbarra, messa a punto per la realizzazione della Casa famiglia per il "Dopo di noi", per i giovani disabili quando rimarranno soli. Finalmente possiamo operare e per voi famiglie che avete il problema del "Dopo" c'è ora la speranza concreta che il nostro operare si possa realizzare. Dobbiamo ringraziare il Signore che ci ha sostenuti. Come sottolineato dal sindaco Pompeo, tante difficoltà sono state superate per la buona volontà e l'impegno di tanti. Per realizzare l'iniziativa dobbiamo partecipare tutti, perché voi sapete che non sarà facile realizzare una vera Casa famiglia dove, collegata con altre realtà, i disabili vivano la loro autonomia in pienezza di vita, anche per quando non ci saranno più i propri genitori».

È di questi giorni la novità di don Franco: «Si sta procedendo in Provincia per creare una rete di realtà agricole e i ragazzi che saranno accolti a Villa Gasbarra si cimenteranno in agricoltura sociale, per avviare la loro autonomia in vista del Dopo». «Nel creare le Case famiglia per il "Dopo di noi" – ha spiegato don Franco dobbiamo trasformare questa società egoistica e individualista che ci circonda. Voi famiglie dovete crederci con noi di Capodarco, che da più di 50 anni lottiamo per inserimenti attivi dei giovani disabili nella società».