Si va in seconda convocazione, giovedì 18 luglio alle ore 15, presso il salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone. Parliamo dell'assemblea ordinaria e straordinaria dei soci della Saf. Ieri niente numero legale per la "chiama" in prima convocazione.  Due gli argomenti all'ordine del giorno per la parte ordinaria: approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2018 e poi "varie ed eventuali".

Mentre per la parte straordinaria si discuterà della modifica dell'articolo 5 dello Statuto della Società Ambiente Frosinone. Il tema è quello dell'aumento gratuito del capitale sociale, dall'attuale importo di 120.690 euro a 1.000.000 di euro, «mediante l'utilizzo parziale delle riserve disponibili per un totale di 879.310 euro, con contestuale aumento del valore nominale di ciascuna azione». Questo significa più solidità aziendale e maggior valore della quota per ogni singolo socio.

Il consuntivo 2018, approvato nei giorni scorsi dal cda della Saf, si è chiuso con un utile netto di 1.215.722 euro, detratte le imposte Ires e Irap. Via libera pure al piano industriale per il triennio 2019-2022: il fulcro è la riconversione dell'impianto di Colfelice, da Tmb a Fabbrica delle Materie. In ogni caso la Saf e l'intero ciclo di smaltimento dei rifiuti della provincia di Frosinone hanno ormai una valenza strategica di livello regionale. Come dimostra ancora una volta l'ennesima emergenza rifiuti che sta investendo Roma in questi giorni.

A Colfelice e Viterbo stanno arrivando richieste perché accettino più rifiuti della Capitale in queste ore, per scongiurare un'emergenza che potrebbe diventare anche ambientale e igienica.
Come del resto hanno paventato sia il Ministero dell'Ambiente che diverse Asl romane. L'impianto di Colfelice tratta da tempo i rifiuti della Capitale. Perchè Roma Capitale non ha impianti sufficienti, come evidenziato in queste ore dallo stesso ministro dell'ambiente Sergio Costa. Ma nell'impianto di Colfelice non si tratterà la parte organica, perché dallo scorso gennaio tutta la frazione organica raccolta in provincia di Frosinone viene lavorata a Padova. Il che vuol dire 40 camion in meno al giorno all'impianto, minori emissioni odorigene, meno scarti in discarica. Va pure detto che in diverse occasioni il presidente della Saf Lucio Migliorelli ha evidenziato pure il miglioramento su base tariffaria: rispetto alle 190 euro a tonnellata precedenti, la lavorazione della frazione organica negli impianti padovani costa 125 euro a tonnellata per i soci Saf. Una novità che non è sfuggita nell'ambiente degli addetti ai lavori, al punto che dalla Puglia,
in piena emergenza, sarebbero arrivate diverse richieste per accedere allo smaltimento dell'organico nell'impianto di Padova per il tramite di Saf. Tornando ai rifiuti romani, come chiesto nell'assemblea dei soci di gennaio 2018, gli "scarti" non vengono più "abbancati" in provincia di Frosinone, ma prendono la direzione Colleferro.

Quindi a Frosinone avviene una semplice lavorazione. Ma quanti rifiuti arrivano da Roma? «Una media commisurata alle capacità dell'impianto», risponde il presidente Lucio Migliorelli. Il quale aggiunge: «Davanti al rischio di emergenze ambientali e igieniche non è che possiamo restare a guardare». Il costo per il trattamento e smaltimento è di 150 euro a tonnellata più benefit ambientali a favore dei Comuni sede di impianti. Quello per i Comuni soci della Saf di 138 euro a tonnellata. C'è poi un altro aspetto da non sottovalutare: dei 6 impianti di questo tipo, quello di Colfelice è uno dei due che hanno carattere "pubblico". Da qui la strategicità della Saf nel panorama regionale dello smaltimento dei rifiuti.