Non sempre lo stalker indossa giacca e pantaloni. A volte, molto più raramente, dopo la fine di una relazione sentimentale, è la donna a diventare ossessiva, minacciosa e anche aggressiva.
È il caso esaminato ieri mattina dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Frosinone, Antonello Bracaglia Morante. Il magistrato ha accolto la richiesta della procura avanzata dal pubblico ministero Alessandro Di Cicco e ha rinviato a giudizio la donna, 52 anni, di Frosinone. A partire dal prossimo 6 dicembre si dovrà difendere in un aula di tribunale, assistita dall'avvocato Andreina Ciotoli, dall'accusa di atti persecutori.

La stalker in gonnella non si era rassegnata alla fine della storia d'amore. Così, da gennaio ad aprile del 2018, avrebbe reiteratamente molestato il vecchio fidanzato di 67 anni.
In base alla ricostruzione della procura, la donna si sarebbe appostata sotto casa dell'uomo suonando insistentemente il campanello o il clacson nel tentativo di farsi aprire le porte di casa.
Avrebbe tempestato di chiamate l'uomo e i suoi genitori, offendendoli pesantemente. Avrebbe anche lasciato dei biglietti indirizzati sia all'ex che ai vicini di casa.

In un'occasione, secondo la denuncia, la donna avrebbe compiuto degli atti di violenza colpendo con due pugni, alla mandibola e alla nuca, e con due ginocchiate alla schiena il suo ex. In un altro episodio ancora la donna avrebbe imbrattato con un pennarello il muro di casa del fidanzato. E dunque provocando allo stesso uno stato d'ansia per il timore di nuovi atti contro la sua persona o i familiari, per l'accusa si sarebbe integrato il reato di stalking. Da qui il rinvio a giudizio della donna.