Saldo e stralcio e... incasso. Si potrebbe sintetizzare così l'inchiesta condotta dal nucleo di polizia giudiziaria della polizia di Stato. Gli agenti hanno indagato tre persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Ma il clou dell'operazione ruota attorno a P.F., 37 anni, di Piglio che, secondo le accuse, spacciandosi per avvocato avrebbe raggirato diverse persone che cercavano di chiudere con le banche le proprie posizioni debitorie.

Dopo alcune denunce di contribuenti che credevano di aver risolto i loro problemi con gli istituti di credito, gli agenti della procura stanno ricostruendo gli ultimi due-tre anni di attività condotta dal finto avvocato. Quest'ultimo, stando alle accuse, avrebbe movimentato dalle 3 alle 400.000 euro ogni anno. P.F. riceveva i clienti in uno studio di Frosinone bassa. Era quella la sua base. Ai clienti -sostiene l'accusa- raccontava di essere un avvocato civilista esperto nel settore bancario, ma soprattutto negli accordi del saldo e stralcio. Si tratta di un sistema che porta all'estinzione dei debiti dei contribuenti in palese difficoltà economica e con un Isee fino a 20.000 euro. Accordandosi con la banca, i contribuenti "stralciano" i propri debiti contratti tra il 2000 e il 2017. Presentando un piano di rientro, riescono a pagare meno di quello che avrebbero dovuto, chiudendo così la propria posizione passiva.

Il finto avvocato, però, avrebbe presentato dei falsi documenti per provare l'intervenuto accordo con gli istituti bancari creditori. A quel punto sostiene l'accusa invitava i clienti a versare il dovuto su un conto corrente del quale indicava l'Iban. Tuttavia, in base agli accertamenti compiuti dalla polizia giudiziaria, quei soldi e quel conto erano riconducibili allo stesso avvocato, da qui la contestazione del reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Indagati anche due dei collaboratori del finto professionista. La sezione di polizia giudiziaria della procura ha effettuato anche una serie di perquisizioni e sequestri al fine di risalire alle varie operazioni contabili condotte negli ultimi tre anni. Sulla base delle denunce ricevute, gli agenti ipotizzano che uno dei clienti sarebbe stato truffato per 100.000 euro.