Valcomino- Qualche giorno fa Stefano Magini, presidente di Acea Ato5, ha scritto una lettera a tutti i comuni che compongono l'Ato5 con cui comunica loro le disposizioni che l'azienda adotterà per contenere la morosità nel servizio idrico anche dopo le ordinanze adottate da alcuni sindaci ("già impugnate dinanzi al Tar competente" scrive Magini) volte a paralizzare "la doverosa attività del gestore in relazione ai distacchi conseguenti a situazioni di conclamata morosità".

Nella lettera Acea si rivolge a quell'utenza che vive situazioni economiche critiche sostenendo che a queste può spettare il bonus idrico (50 litri ogni abitante) "previa presentazione di apposita istanza da parte dell'utente al proprio Comune di residenza, attraverso il modulo pubblicato sul sito dell'Arera, dell'Acea e dell'Ato5". La procedura prevede che il Comune di residenza avvii l'istruttoria per verificare se esistono i requisiti di ammissione al bonus, quindi il Comune lo comunica all'Acea la quale, se sussistono, provvede a erogare il bonus. Diversamente, spiega ancora il gestore idrico, sono disalimentabili le utenze morose diverse da quelle destinatarie del bonus "e che Acea Ato5 è tenuta ad applicare, così come del resto opera".

La lettera avverte poi i Comuni che su di loro incombe l'obbligo d'istruire l'istanza di accesso al beneficio del bonus e quello di comunicare al gestore gli utenti che ne avranno diritto. Quindi Acea "è tenuta a non disalimentare solo le utenze morose che abbiano avuto il riconoscimento da parte del Comune del bonus" per poi sottolineare che l'Acea "declina sin d'ora responsabilità in relazione a eventuali distacchi nei confronti di utenze domestiche morose ancorché in stato di disagio economico rispetto alle quali il Comune non abbia tempestivamente comunicato il diritto al bonus idrico".

Nella Valle di Comino, da quanto risulta finora, solo il Comune di Gallinaro ha avvisato i cittadini della lettera di Acea. Intanto sul fronte giudiziario il gestore incassa un doppio successo. Il Tar ha infatti accolto i ricorsi di Acea contro le ordinanze di sospensione delle utenze morose (poi revocate) emesse dai sindaci di Sora e Isola del Liri. I due Comuni dovranno pagare le spese legali: 2.000 euro ciascuno.