Valori confortanti del primo monitoraggio condotto dall'Arpa Lazio sul sito della Mecoris, la società di rifiuti colpita dall'incendio di domenica pomeriggio. Le sostanze più pericolose per la salute umana diossine, benzopirene e Pcb sono risultate di gran lunga inferiori rispetto ad altri incendi simili, a Pomezia nel 2017 e del Tmb Salario di quest'anno. Nella norma, e non dissimili da quelli dei giorni precedenti, i valori delle centraline Arpa.

Venendo alla diossina, il dato è risultato in linea con quanto suggerito dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il campione estratto dall'incendio di via delle Centurie, e relativo al periodo domenica sera-lunedì mattina, ha registrato 0,26 picogrammi per metro cubo contro un limite compreso tra 0,1 e 0,3. «Il valore del primo campione - scrive l'agenzia diretta da Marco Lupo - è inferiore al livello di riferimento individuato dall'Oms come indicativo della presenza di sorgenti». Per un paragone l'Arpa ha fornito i dati della diossina rilevati in altri incendi che erano, quanto ai valori massimi riscontrati, di 77,5 per l'incendio di Pomezia nel 2017 e di 11,9 del Tmb Salario di Roma.

Tra gli idrocarburi policiclici aromatici, il benzopirene è l'unico composto per il quale è previsto un limite di legge, fissato a un nano grammo per metro cubo come concentrazione media annua. «Il valore del primo campione - scrive l'Arpa - pari a 1,3, è superiore al valore limite annuale previsto dalla normativa. È necessario segnalare che nell'ambito dell'ordinaria attività di monitoraggio della qualità dell'aria viene misurato il benzopirene presso la stazione di Frosinone Scalo e nel corso del 2018 i valori dei campioni analizzati sono compresi tra 0,01 e 16,7 con una media annua pari a 2,2». Tuttavia, va aggiunto che nell'incendio di Pomezia il benzopierene era arrivato a un massimo di 394 e a Roma al Tmb era salito fino a 1.019. Per i policlorobifenili il primo campione della Mecoris ha registrato 268 picogrammi per metro cubo contro i 394 di Pomezia, i 1.019 del Tmb di via Salaria e 1.451 della Sistema Compositi di Paliano dello scorso marzo.

«È opportuno segnalare - spiega l'Arpa - che, come già riscontrato in situazioni simili, le operazioni quali ad esempio la movimentazione del materiale combusto (per il completo spegnimento ovvero per il suo trasferimento), possono influenzare i valori misurati dal campionatore localizzato a poca distanza dal capannone andato a fuoco». L'Arpa proseguirà il monitoraggio nei prossimi giorni.

Tre giorni dall'incendio divampato allo stabilimento Mecoris, che si occupa di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali, in via delle Centurie, a poca distanza dalla località il Casale. Senza sosta, notte e giorno, il lavoro dei vigili del fuoco che stanno effettuando le operazioni di smassamento dei rifiuti. Le operazioni proseguono con cautela anche per ridurre il fenomeno di sollevamento delle polveri che potrebbero incidere sul livello dell'inquinamento. Intanto la procura, in attesa di conoscere la relazione dei vigili del fuoco per stabilire cause e natura dell'incendio, ha aperto un'inchiesta per fare luce sull'accaduto. Indagini affidate alla Squadra mobile e al Nipaaf dei carabinieri forestali. Non si esclude il dolo. D'ausilio saranno anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza dello stabilimento, sia interne sia esterne, messe a disposizione dall'amministratore della società, Domenico Spaziani Testa.

Ancora fumo
Ancora fumo notato dai residenti e anche dai cittadini dei paesi limitrofi. Qualcuno ha avvertito anche l'odore di plastica. Non solo a Frosinone, ma anche a Patrica e a Ferentino. Altri indossavano anche ieri le mascherine, come ad esempio alcuni studenti dell'istituto "Bragaglia" alle prese con gli orali della maturità. Diverse aziende anche ieri sono rimaste chiuse. Soprattutto sui social, commenti di preoccupazione e polemiche. Qualcuno, notando ancora il fumo, ha pensato a un nuovo incendio nel sito. Ma in verità non è ancora terminato l'intervento dei pompieri.

Circa trenta unità, del comando di Frosinone e dei distaccamenti di Sora e Fiuggi, da domenica sono nel sito. Intanto, il sindaco Ottaviani ha spiegato che continuano il monitoraggio e la prevenzione. «La situazione sta tornando alla normalità - ha dichiarato - e i livelli di PM 10 sono rientrati nei limiti previsti dalle attuali normative ma il fatto che, nelle prime ore dell'alba, anche lunedì, due centraline abbiano rilevato alcuni innalzamenti per qualche ora, obbliga a qualche piccolo accorgimento, sicuramente utile per la maggior tutela della salute pubblica.

In particolare, è opportuno, ancora per qualche giorno, chiudere le finestre e limitare gli impianti di areazione tra le 6.30 e le 9, evitando l'esposizione alla luce solare, soprattutto per le persone anziane, per i bambini, le donne in gravidanza e quanti risultino affetti da patologie cardiovascolari e neurologiche. Rimangono in piedi, inoltre, i divieti di coltivazione e di pascolo, nell'area circoscritta a due chilometri di raggio dal luogo dell'incendio, fino al 9 luglio.

A questo punto dobbiamo evitare di sottovalutare qualsiasi tipo di problematica ma, contestualmente, possiamo anche affermare di aver superato la fase di maggiore criticità, mentre appare indispensabile continuare a monitorare la qualità dell'aria, sia attraverso il sistema Ancler delle centraline comunali, sia attraverso i rilievi dell'Arpa sulla tipologia delle emissioni nell'aria, non solo attorno al sito industriale, ma anche sulle altre zone della città, allo scopo di tranquillizzare i cittadini»

di: Nicoletta Fini