Tre giorni dall'incendio divampato allo stabilimento Mecoris, che si occupa di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali, in via delle Centurie, a poca distanza dalla località il Casale. Senza sosta, notte e giorno, il lavoro dei vigili del fuoco che stanno effettuando le operazioni di smassamento dei rifiuti. Le operazioni proseguono con cautela anche per ridurre il fenomeno di sollevamento delle polveri che potrebbero incidere sul livello dell'inquinamento. Intanto la procura, in attesa di conoscere la relazione dei vigili del fuoco per stabilire cause e natura dell'incendio, ha aperto un'inchiesta per fare luce sull'accaduto. Indagini affidate alla Squadra mobile e al Nipaaf dei carabinieri forestali. Non si esclude il dolo. D'ausilio saranno anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza dello stabilimento, sia interne sia esterne, messe a disposizione dall'amministratore della società, Domenico Spaziani Testa.

Ancora fumo
Ancora fumo notato dai residenti e anche dai cittadini dei paesi limitrofi. Qualcuno ha avvertito anche l'odore di plastica. Non solo a Frosinone, ma anche a Patrica e a Ferentino. Altri indossavano anche ieri le mascherine, come ad esempio alcuni studenti dell'istituto "Bragaglia" alle prese con gli orali della maturità. Diverse aziende anche ieri sono rimaste chiuse. Soprattutto sui social, commenti di preoccupazione e polemiche. Qualcuno, notando ancora il fumo, ha pensato a un nuovo incendio nel sito. Ma in verità non è ancora terminato l'intervento dei pompieri.

Circa trenta unità, del comando di Frosinone e dei distaccamenti di Sora e Fiuggi, da domenica sono nel sito. Intanto, il sindaco Ottaviani ha spiegato che continuano il monitoraggio e la prevenzione. «La situazione sta tornando alla normalità - ha dichiarato - e i livelli di PM 10 sono rientrati nei limiti previsti dalle attuali normative ma il fatto che, nelle prime ore dell'alba, anche lunedì, due centraline abbiano rilevato alcuni innalzamenti per qualche ora, obbliga a qualche piccolo accorgimento, sicuramente utile per la maggior tutela della salute pubblica.

In particolare, è opportuno, ancora per qualche giorno, chiudere le finestre e limitare gli impianti di areazione tra le 6.30 e le 9, evitando l'esposizione alla luce solare, soprattutto per le persone anziane, per i bambini, le donne in gravidanza e quanti risultino affetti da patologie cardiovascolari e neurologiche. Rimangono in piedi, inoltre, i divieti di coltivazione e di pascolo, nell'area circoscritta a due chilometri di raggio dal luogo dell'incendio, fino al 9 luglio.

A questo punto dobbiamo evitare di sottovalutare qualsiasi tipo di problematica ma, contestualmente, possiamo anche affermare di aver superato la fase di maggiore criticità, mentre appare indispensabile continuare a monitorare la qualità dell'aria, sia attraverso il sistema Ancler delle centraline comunali, sia attraverso i rilievi dell'Arpa sulla tipologia delle emissioni nell'aria, non solo attorno al sito industriale, ma anche sulle altre zone della città, allo scopo di tranquillizzare i cittadini»