È in progetto una nuova centrale idroelettrica, ma ci sono da valutare alcuni aspetti perché il progetto diventi realtà, tanto che la Regione Lazio ha attivato la procedura di Valutazione dell'impatto ambientale (Via) per verificare l'adeguatezza e la completezza della documentazione depositata dagli enti interessati a rilasciare il nulla osta.

Il luogo scelto per costruire la nuova centrale è lungo il corso del torrente Monacesca: il progetto prevede che vengano realizzati, oltre alla centrale, una condotta forzata da 40 centimetri, canale di scarico e dissabbiatore. Per realizzare le opere bisogna scavare per preparare le fondazioni (la centrale ha una pianta di 9,70 per 9,20 metri), interrare le tubazioni, aprire la strada, realizzare il canale di scolo interrato. Così la società proponente ha sottoposto il progetto a vari enti: tra questi sono stati interpellati l'Enel produzione Spa, il Ministero dei beni e delle attività culturali e la Regione Lazio per quanto attiene agli usi civici.

Il Mibac ha elencato tutta una serie di circostanze al riguardo: l'intervento ricade in un'area dove c'è la sovrapposizione di diversi vincoli paesaggistici (archeologici, insediamenti storici, parchi e riserve naturali) evidenziando che si prevede la movimentazione di un consistente volume di terra (250 metri cubi per le opere di presa, 850 per la condotta e 350 per l'edificio centrale). Quindi ha fatto presente che l'intervento ricade in una zona interessata da un tracciato di strada antica e che, in passato, quell'area ha restituito tracce di antichi insediamenti.
Il Mibac ha chiesto quindi di relazionare su tutto ciò con una specifica analisi archeologica preliminare.

Dal canto suo, invece, la Regione Lazio (Usi civici) ha chiesto di completare gli elaborati, mentre l'Enel produzione Spa si è opposta al progetto per le interferenze con le opere idrauliche di sua proprietà afferenti agli impianti di Cassino e San Biagio Saracinisco. Ora tocca alla Via stabilire se la nuova centrale si farà.