«Adesso basta. Fermiamo questa follia», il j'accuse di Leonardo Ambrosi, vicesindaco di Castro dei Volsci, sulla drammatica situazione ambientale del fiume Sacco e delle relative conseguenze.

«Ricordo quando nel 2012 organizzammo un'iniziativa per fare chiarezza sulla giungla di norme intervenute a regolare l'agricoltura lungo le sponde del fiume Sacco e per capire quali attività erano state interdette. All'incontro intervennero per la prima volta riuniti intorno a un tavolo tutti gli enti competenti in materia, dalla Regione Lazio alla Asl, dall'Arpa Lazio al Corpo forestale dello Stato. Gli attori di quella riunione si impegnarono a monitorare i terreni e i pozzi interessati e a svincolare quelli sui quali non si sarebbero rilevate sostanze inquinanti.

Dei tanti impegni presi in quell'occasione nessuno, o quasi, è mai stato rispettato dagli stessi. Nel frattempo lo scorso autunno destò non poco scalpore mediatico e indignazione il fenomeno della schiuma nel fiume Sacco. Il 25 novembre, poi, a causa delle forti piogge, il fiume è straripato nel tratto della SR637 Via Gaeta che collega Ceccano con Castro dei Volsci.

Negli stessi giorni venivano rese note le analisi delle acque del fiume campionate dalla Guardia costiera e dai Carabinieri forestali e dalle quali emergevano preoccupanti valori di metalli pesanti, tensioattivi e non solo. Tuttavia in questi giorni e su quegli stessi terreni [...] è sotto gli occhi di tutti che in molti stanno raccogliendo il fieno in maniera indisturbata. A giustificare tale pratica pare vi sia, tra le altre cose, un vuoto normativo a causa del quale noi tutti rischiamo di pagare un caro prezzo ai danni della nostra salute e quella dei nostri cari.

Un rimpallo di responsabilità tra enti che da anni lascia i proprietari disorientati e senza alcuna informazione. Di mio continuerò a battermi per chiedere a chi di competenza che il fieno proveniente dalle zone di esondazione venga sequestrato, campionato e analizzato prima che sia troppo tardi, prima che sia dato in pasto al bestiame e quindi finisca nella catena alimentare fino ad arrivare sulle nostre tavole. Fatelo insieme a me. Alziamo la voce».