Villa Gasbarra, un'oasi paradisiaca situata nel centro di Ferentino che andrebbe maggiormente utilizzata dai cittadini. Difficile a crederci, ma ci sono anche cittadini che non vi hanno mai messo piede in quel parco lungo il centrale viale Guglielmo Marconi. Nei giorni scorsi è stato inaugurato il casale dopo adeguata ristrutturazione e di pari passo è stato riaperto il parco alla popolazione. Vi regna il silenzio e il cinguettio degli uccelli, c'è tanto verde tutto intorno ed anche l'orto botanico e i giochi per i più piccoli (possibilmente da arricchire).

Il luogo è l'ideale per i bambini e gli anziani, dunque per le famiglie e la lettura. I cittadini di Ferentino farebbero bene a riscoprire Villa Gasbarra durante l'estate soprattutto, peraltro la frescura del luogo alberato è risaputa, essa e l'Orto del Vescovo rappresentano ameni polmoni verdi situati in pieno centro città. Dal 10 al 14 agosto il Comune ha predisposto le manifestazioni estive all'interno del parco "Aspettando Ferragosto a Villa Gasbarra".

Saranno cinque giorni di spettacoli musicali e teatrali capaci di richiamare sempre tanti partecipanti. Come accennato, nei giorni scorsi dopo il completamento dei lavori che hanno consentito la ristrutturazione del vecchio casolare a Villa Gasbarra, c'è stato il taglio del nastro al cospetto delle autorità e di tanti cittadini. La struttura accoglierà servizi sociali o sociosanitari e sembra particolarmente interessata l'associazione Capodarco che pensa al "Dopo di noi".

Infatti all'inaugurazione ha partecipato anche il fondatore di Capodarco don Franco Monterubbianesi, che ha scritto una lettera alle famiglie dei disabili ferentinati: «Care famiglie dei disabili di Ferentino e di altri paesi unite a noi di Capodarco. Finalmente è stata inaugurata la struttura di Villa Gasbarra, messa a punto per la realizzazione della Casa famiglia per il "Dopo di noi", per i giovani disabili quando rimarranno soli. Finalmente possiamo operare e per voi famiglie che avete il problema del "Dopo" c'è ora la speranza concreta che il nostro operare si possa realizzare».