All'evacuazione del Vesuvio e dei Campi Flegrei in caso di eruzione, Frosinone risponde presente. Sono stati sottoscritti mercoledì nella sede della Regione Campania, con il coordinamento del presidente Vincenzo De Luca e del capo della protezione civile Angelo Borrelli, i gemellaggi tra i comuni della zona rossa del Vesuvio e dei Campi Flegrei e le Regioni e le Province autonome destinate a ospitare gli sfollati. Un piano nazionale per accogliere oltre un milioni di persone che, in caso di eruzione, sarà costretto a lasciare le proprie case.

Ogni regione d'Italia sarà coinvolta nell'accoglienza. Il Lazio è destinato a ospitare la popolazione di Ottaviano e Napoli per l'area vesuviana e del quartiere di Fuorigrotta per i Campi Flegrei. Proprio i residenti di Fuorigrotta saranno destinati a Frosinone dopo che il Comune ha manifestato una disponibilità di massima. Il piano per essere esecutivo ora ha bisogno degli accordi con i sindaci. Quantificare quante persone arriveranno a Frosinone al momento non è possibile. Non è detto che tutti gli abitanti individuati per giungere nel capoluogo accetteranno di venire. Da considerare la possibilità di scelta di altre destinazioni, presso parenti o in altre case di proprietà.

L'obiettivo è ospitare gli sfollati nelle case sfitte, cercando accordi con i proprietari. Tanto più che, se dovesse esserci un'eruzione, l'ospitalità rischia di durare anni con necessità di inserimento nel tessuto sociale, nelle scuole, nel mondo lavorativo e ricreativo. Il piano coinvolge 25 comuni vesuviani e sette flegrei. Peraltro Frosinone era già stata individuata come uno dei primi luoghi di arrivo delle popolazioni destinate al centro-nord. Frosinone e Latina saranno punti di prima accoglienza dove gli sfollati arriveranno in treno da Caserta. A Frosinone l'area prescelta è quella del Casaleno dove nel 2016 si è svolta un'esercitazione di protezione civile. Da lì poi è previsto il passaggio nei luoghi di destinazione assegnati.