È stato rinviato a giudizio e per lui il processo inizierà davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, Beatrice Bernabei, il prossimo 18 novembre. È quello che ha deciso il giudice Mario La Rosa nei confronti di Daniele De Angelis, 39 anni, anestesista all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, originario di Ceccano, coinvolto in un'inchiesta condotta dal pubblico ministero Claudio De Lazzaro. Questa l'accusa: «In veste di medico assunto a tempo determinato nell'azienda Asl di Latina in regime di esclusività, e impiegato nel Presidio Ospedaliero Nord, con più azioni e in tempi diversi, con artifici e raggiri consistiti nell'omettere la richiesta di autorizzazione allo svolgimento di attività libero-professionali extramuraria, nel contempo tacendo lo svolgimento di prestazioni professionali in una casa di cura, procurandosi un ingiusto profitto», avrebbe indotto in errore l'Asl.

I fatti contestati sono avvenuti tra l'agosto del 2012 e il 31 dicembre del 2014 e la somma contestata ammonta a 6.709 euro. Ieri si è svolta l'udienza preliminare, la difesa ha chiesto il non luogo a procedere mentre il pubblico ministero Giuseppe Miliano il rinvio a giudizio e, alla fine, il giudice ha accolto la richiesta della pubblica accusa. Scontato che in aula sarà battaglia. Le indagini che avevano portato all'iscrizione sul registro degli indagati del professionista pontino, erano state condotte dal personale dei carabinieri del Nas di Latina, gli uomini dell'Arma avevano inviato un'informativa di reato in procura e dopo la chiusura dell'i nchiesta si è svolta l'udienza preliminare.

Sono stati rinviati a giudizio anche due medici sempre del Goretti di Latina, accusati di falso: in questo caso secondo quanto ipotizzato dalla Procura i due professionisti dovevano partecipare a una udienza in tribunale per la testimonianza in un processo che vedeva imputati due colleghi, ma non si erano presentati inviando una documentazione che giustificava l'assenza con degli impegni per interventi chirurgici.

L'accusa ha sostenuto che non fosse così, mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Giovanna Pierro, ha sostenuto che i due medici non si potevano assentare dall'ospedale poiché erano gli unici di turno in quel reparto e erano impegnati a verificare il decorso post operatorio di alcuni pazienti operati e quindi non potevano lasciare scoperto il posto di lavoro. Sul banco degli imputati Carmine F. e poi la collega Genoeffa P., che è stata prosciolta da un'altra accusa, quella di aver eseguito una visita medica durante l'orario di lavoro. Per questo capo di imputazione il magistrato ha accolto in pieno la prospettazione dell'avvocato Pierro. Scontato, invece, che per il reato di falso in aula sarà una vera e propria battaglia tra accusa e difesa.