Claudia Ferri, make up artist internazionale, è la testimonial del Lazio Pride Frosinone. Tre anni fa, dopo un lungo percorso, così come ci racconta, ha intrapreso il suo iter di trasformazione. La sua vita è cambiata. In passato è stata «la prima nemica di me stessa». Ma non ha mai mollato. Nemmeno dopo gli anni difficili in provincia. Gli anni dell'adolescenza tra gli adolescenti. Tra chi non capiva e giudicava. E scherniva, fino al bullismo. Anna Tatangelo, sorana come lei, le ha dedicato nel 2008 la canzone "Il mio amico", seconda al Festival di Sanremo. Oggi Claudia Ferri splende di una nuova luce ed è pronta per il Frosinone Pride, dedicato, in un'edizione speciale (cinquant'anni dopo i moti di Stonewall), proprio alle persone transgender.

«Per molti posso essere un punto di riferimento importante in virtù del mio percorso e della mia esperienza - sottolinea la quarantaduenne Claudia Ferri - E posso dire che, quella della trasformazione, non è una montagna insormontabile. Le difficoltà esistono e sono enormi, ma alla base non deve mai mancare l'equilibrio. Neppure negli anni più complicati». Milano, Roma, Londra. La make up artist gira l'Europa per lavoro. Tra campagne e sfilate. Ma non dimentica le difficoltà affrontate e, adesso, accetta di essere la testimonial del Lazio Pride Frosinone perché la sua voce, ci spiega, può essere importante. Importante per chi, oggi come allora, non è compreso.

«La discriminazione ancora esiste e, talvolta, in primis, arriva direttamente dall'interno della famiglia. Io, sotto questo punto di vista, sono stata più fortunata. Ma ho vissuto fuori momenti molto complicati. Fino alla rivincita. Dico che inseguire la propria felicità è possibile e, oggi, è questo che voglio far capire a chi ha intenzione di intraprendere questo tipo di percorso».

La manifestazione, in programma il 22 giugno, prima volta per il capoluogo, nel corso delle passate settimane e degli scorsi mesi ha scatenato diverse reazioni. Tra i favorevoli e i contrari. Tra questi ultimi c'è chi ha parlato, in riferimento all'evento, di ostentazione.
«Il Pride è anche folklore. E clamore. E se questo serve a mettere sotto la lente d'ingrandimento le istanze della comunità lgbt+ allora questi elementi di folklore sono positivi. Non è pensabile - sorride - un Pride in giacca e cravatta!».

La sua presenza, così come la sua adesione nelle vesti di testimonial, è stata confermata direttamente dal comitato organizzatore attraverso i portavoce Lazio Pride Fabrizio Marrazzo, Anna Claudia Petrillo e Richard Bourelly.
«Claudia Ferri porterà l'esperienza diretta della difficoltà di vivere la discriminazione in provincia - sottolineano dal comitato organizzatore - in questo caso raccontando le difficoltà incontrate durante il percorso di transizione. Oggi Claudia Ferri è un esempio positivo, di donna realizzata e di successo, che vogliamo portare per dare fiducia a tanti giovani ragazzi lgbt che spesso in provincia si sentono isolati».

Intanto, prosegue la settimana del Pride. Oggi, alle 19, "The L world: aperitivo e mostra fotografica" (tema: lesbica) in piazza Valchera (locale Betto). Domani, invece, l'evento di lancio della manifestazione alle 18 a Terra Madrea (viale America Latina). Incontro dal titolo "Presto una legge contro l'omotransfobia nella Regione Lazio".