Arrestato il 7 maggio operaio doveva scontare 5 anni di carcere, ma il suo nuovo avvocato di fiducia, Giampiero Vellucci, è riuscito a dimostrare un errore di battitura che rendeva la sentenza emessa in un giorno diverso, e così, ieri pomeriggio è tornato in libertà, in attesa di rifare il cumulo di pena. Massimiliano Droghei 45 anni, di Castro dei Volsci, è tornato a casa.

Era accusato di omicidio colposo per un incidente mortale avvenuto nel 2003 e in cui perse la vita un suo amico, in auto con lui e per bancarotta. Ma il suo avvocato Vellucci si è accorto che i benefici della prima condanna (di omicidio colposo) gli erano stati revocati ingiustamente e che, quella condanna, era stata sommata alla condanna di 4 per bancarotta. Finito pertanto in carcere per scontare cinque anni.

I benefici, però, non potevano essere revocati e, quindi, rimaneva la condizionale non revocabile, perché il secondo reato, quello di 4 anni per bancarotta, era stato commesso cinque anni dopo, contrariamente a quello che si evinceva dalla sentenza della prima condanna. L'avvocato Vellucci, invece, ha trovato l'errore di battitura di una data di emissione della sentenza che era sulla prima; un errore che rendeva la sentenza emessa in un giorno diverso. La procura generale della Corte di appello di Roma ha rimesso in libertà Droghei, in attesa di rifare il cumulo, senza la condanna di un anno.