Disastro colposo e omicidio colposo. Sono queste le ipotesi per le quali, si dovrebbe procedere, anche se sono soltanto ipotesi al vaglio dell'autorità giudiziaria, nei confronti dei due fratelli monticiani, Emiliano e Norman Abballe, finiti nell'inchiesta della Procura di Velletri, per l'esplosione avvenuta il 10 giugno scorso a Rocca di Papa in provincia di Roma. Si tratta del legale rappresentante di una ditta appaltatrice di Monte San Giovanni Campano, la TecnoGeo, il fratello che è tecnico geologo incaricato dei lavori.

Indagata inoltre una terza persona, un altro geologo cui il Comune aveva affidato le indagini geognostiche. Le accuse rischiano di diventare più pesanti dopo la morte di Vincenzo Eleuteri, 68 anni, delegato ai Lavori pubblici di Rocca di Papa, che insieme al sindaco tuttora ricoverato in gravi condizioni, era tra le persone che aveva riportato conseguenze più serie. È morto domenica sera al Sant'Eugenio. Aveva il 44% del corpo coperto di ustioni. Eleuteri era rimasto nell'edificio semidistrutto per salvare i colleghi, insieme con il sindaco Emanuele Crestini. Tanto che dei sedici finiti in ospedale loro due erano i più gravi.

Intanto per giovedì mattina è stata disposta la consulenza tecnica sul traffico telematico e informatico, per capire gli imprenditori chi hanno sentito e ascoltato il giorno della tragedia, per capire anche la tipologia delle operazioni effettuate e la tempestività della chiamata dei soccorsi. È stato, quindi, conferito l'incarico peritale alla presenza dei due indagati e del loro legale di fiducia, l'avvocato Nicola Ottaviani. Nelle prossime ore probabilmente è atteso il conferimento di un secondo incarico sulla salma di Eleuteri, per verificare effettivamente se la morte, come probabile, sia conseguenza dell'esplosione che c'è stata.

Stando alle accuse, a scatenare l'esplosione ai Castelli Romani, durante i carotaggi sulla pavimentazione di corso Costituente, la rottura accidentale di un tubo del gas. Lavori che stavano eseguendo tre operai per conto di una ditta di Isernia, che ha ottenuto la commessa in subappalto dalla ditta vincitrice dell'appalto, appunto la TecnoGeo. I militari dell'Arma stanno lavorando per far luce sul fatto. I carabinieri hanno sequestrato la trivella utilizzata nei carotaggi.