Questa mattina si terrà l'interrogatorio di Santa e Daniela Coratti, per l'operazione "Malaffare" che ha portato la prima ai domiciliari, l'altra iscritta nel registro degli indagati, mentre il fratello Alfredo, titolare della Tac ecologica è tuttora in carcere e un dipendente della ditta, Francesco Partigianoni, anche lui ai domiciliari. Le due sorelle Coratti saranno interrogate dal gip di Roma De Robbio e devono rispondere, in concorso, dei reati del fratello Alfredo. Tutti e tre difesi dall'avvocato Giampiero Vellucci. Inoltre si stanno individuando le eventuali responsabilità dei tecnici comunali, perché lo smaltimento illecito di rifiuti, secondo la pubblica accusa, è avvenuta con la complicità dei tecnici dei comuni dove erano stati raccolti i rifiuti, perché stando alle accuse gli indagati non hanno accertato dove i rifiuti andassero.

I carabinieri forestali hanno eseguito, mercoledì scorso, anche il sequestro preventivo della società, delle quote e del centro di trasferenza di Piglio, gestito dalla Tac Ecologica. Quest'ultimo è stato chiuso, mentre il gip ha nominato un commercialista romano come amministratore giudiziario dell'azienda in modo da consentire la continuità dell'attività di raccolta dei rifiuti urbani dei comuni serviti dall'impresa verolana. Garantita così la prosecuzione dell'attività lavorativa degli operai della Tac. Intanto Alfredo Coratti è stato interrogato venerdì scorso per oltre un'ora. Coratti si è difeso. «Non ero a io a occuparmi del centro di trasferenza a Piglio. E non ho scaricato illecitamente rifiuti che invece hanno fatto il percorso che dovevano fare».