Ha voluto scrivere una lettera aperta ai compagni di classe di suo figlio per evidenziare come la forza e generosità dei giovani supera anche i drammi e malattie. Un giorno Silvia all'improvviso, sente le forze scemare per la terribile notizia che il proprio figlio deve affrontare un male terribile. Tutto sembra svanire assieme alle certezze, ai progetti al futuro. Subentra l'angoscia, sembra che tutto sia perduto. Eppure il coraggio, la corazza, la voglia e la forza di lottare non mancano. Accompagna il "Suo Guerriero" giorno dopo giorno fino a diventare la sua ancora di salvezza.
Ancora adolescente Alessio viene colpito da una terribile malattia: mesi, anni convulsi, di incertezze, di dolore, di preoccupazione. Anni in cui i meravigliosi occhi di Alessio non hanno mai fatto spegnere la fiamma del coraggio e della vita. Sono anni in cui non è semplice vivere una vita "normale": la malattia mette a dura prova.

Le trasferte in Capitale, le corse in ospedale, le terapie, i responsi, i passi avanti e le ricadute. L'aiuto arriva inaspettato. Sono proprio dei giovani ragazzi, coetanei di Alessio, a comportarsi in maniera esemplare e autentica. Ed è proprio da loro che Silvia attinge nuova forza. Ed è proprio a questi ragazzi, il V° D dell'I.I.S. "Dante Alighieri'" di Anagni, che Silvia si rivolge. Aprendo il suo cuore.

La lettera di Silvia
«Cari ragazzi, ho aspettato la fine di questo anno per confessarvi ciò che sento. Voglio dirvi di vero cuore che siete meravigliosi. Vi ho conosciuto meglio solo nell'ultimo periodo ma avrei voluto conoscervi ancor prima. Devo e sento di ringraziarvi uno ad uno per ciò che avete fatto: vedete, a voi può sembrare di non aver fatto nulla di speciale, e invece vi assicuro che alla vostra età, in cui nessuno dovrebbe essere pronto e non dovrebbe affrontare un problema così grande, avete dimostrato di avere un potere unico, eccezionale fatto di piccoli e grandi gesti, di piccoli grandi miracoli, capaci di infondere forza solo con i vostri sorrisi o con la vostra presenza»

Il racconto. «All'inizio del vostro terzo anno di superiori, ad Alessio, mio figlio, è stata diagnosticata una leucemia: ha dovuto lasciare la scuola, la vostra classe per più di un anno. Il mio ragazzo ha affrontato con coraggio la malattia ed i terribili momenti di sofferenza. La malattia ci ha isolato  perché Alessio non poteva stare a contatto con nessuno. Sono i momenti più dolorosi per una mamma che vede il proprio figlio senza ali, costretto a non poter volare quando invece i giovani dovrebbero solamente spiccare il volo verso il futuro. Difficile, è stato veramente difficile soprattutto perché per ben due volte il mio Guerriero ha rischiato di non farcela. Ho sempre creduto, però, che i Guerrieri vincono sempre e ringrazio Dio perché Alessio sta vincendo e nonostante le paure, con le quali dobbiamo imparare a convivere, è potuto tornare in classe accanto a voi».

«Voi -prosegue- siete stati la cura più importante, non lo avete abbandonato, lo avete reso partecipe della vostra vita "normale": che meraviglia questa normalità. Voi lo avete tenuto vivo, facendolo evadere da quella difficile routine. Ricordo il giorno in cui avete voluto fare una sorpresa ad Alessio, in un momento affatto facile: siete venuti in ospedale, con i professori. Sempre voi lo avete accolto di nuovo in classe al suo rientro, con l'allegria e la spontaneità che caratterizza la vostra splendida età». Vedete voi rappresentate un modello esemplare di vita, di generosità e altruismo».
«Quest'anno affronterete la maturità: beh, io credo che abbiate già un importantissimo diploma, quello della Vita! Conseguito con il massimo dei voti, anzi con la lode! Voglio dire anche ai vostri genitori di essere fieri di voi! Un semplice grazie è riduttivo: voglio dirvi invece che avete risanato il mio cuore, lo avete reso talmente grande che c'è un posto speciale per ciascuno di voi e che sarò sempre pronta ad esserci e ad accompagnarvi nel vostro meraviglioso percorso di vita. Vita: quel dono prezioso che avete reso speciale anche per il "mio Guerriero"».