«Chiusura punto vendita: sabato 22 giugno questo negozio cessa la propria attività». È questa la prima parte dell'avviso esposta all'ingresso del punto vendita Unicoop Tirreno di Frosinone. Qualcuno si ferma a leggerlo, scuote leggermente la testa. Il segnale chiaro dell'imminente chiusura è rappresentato dalla poca merce esposta sugli scaffali. Non ci sarà più nulla tra meno di dieci giorni. Una commessa, tra una corsia e un'altra, sembra non pensarci quando abbozza un sorriso.

Un punto vendita, quello situato sulla Monti Lepini, che è stato fin dalla metà degli anni Ottanta (sotto l'insegna Stella Market) un punto di riferimento per i clienti del capoluogo. Ma non soltanto. Diventa Coop nel 1990 e, successivamente, Unicoop Tirreno. «La chiusura -si legge ancora nell'avviso esposto all'ingresso- è conseguenza dell'elevata perdita di gestione e dell'impossibilità di invertire la tendenza malgrado le azioni volte all'incremento delle vendite e alla riduzione dei costi. Soci e clienti possono usufruire di vantaggi e servizi negli altri punti vendita Coop».

E a questo punto si elencano quelli più vicini: ovvero Colleferro e Fiuggi. Anche questi, in un primo tempo, erano stati al centro del dibattito. Quando, nel mese di settembre 2018, si parlava di una possibile cessione per otto punti vendita nel Lazio meridionale. Si è arrivati, dopo alcuni mesi, così come aveva sottolineato ad aprile il sindacato Filcams Cgil, invece, a «un piano di riorganizzazione del Sud del Lazio che prevede la chiusura di quattro punti vendita e la riorganizzazione di altri tre». Le chiusure che erano state previste, oltre a quelle di Frosinone, riguardavano Pomezia (via Cavour), Velletri e Aprilia. Mentre per la riorganizzazione si trattava dei negozi di Colleferro, Genzano e Pomezia (via del Mare).

Coinvolti complessivamente 145 dipendenti, di cui 28 nel punto vendita del capoluogo. Per gli esuberi, dopo un incontro tra le organizzazioni sindacali e Unicoop Tirreno (a Roma nel mese di aprile), è stato sottoscritto un piano di incentivazione alla non opposizione al licenziamento (37.000 euro lordi) e al trasferimento (da 2.500 a 7.500 euro in base alla distanza dal proprio luogo di residenza).