Nessun nuovo modello per lo stabilimento Fca di Piedimonte San Germano. Il suv ibrido della Maserati, che sarebbe dovuto entrare in produzione entro il 2012 insieme alle varianti ibride di Giulia e Stelvio, sembra non essere più nel piano industriale del Tridente. Non c'è l'ufficialità di Fca, ma ieri il numero uno del brand Maserati Harald Wester, tornato da poco alla guida del marchio italiano, come confermato da Autocar, non ha lasciato spazio a diverse interpretazioni e ha dichiarato: «Maserati non realizzerà nuove entry level e per il futuro punterà su segmenti e fasce di prezzo più elevate».

La produzione del Suv era prevista nel "Piano Italia" annunciato da Manley lo scorso novembre. I piani dell'azienda prevedevano, nei mesi scorsi, di realizzare il D-SUV nello stabilimento Alfa Romeo di Cassino dove viene realizzato l'Alfa Romeo Stelvio. Secondo i piani di Fca, il D-SUV Maserati sarebbe dovuto essere prodotto partendo dalla piattaforma Giorgio, la stessa utilizzata da Giulia e Stelvio.

L'espansione della gamma Maserati procederà, quindi, verso l'alto e non verso il basso. La casa italiana dovrebbe presentare la nuova sportiva Maserati Alfieri, un progetto confermato per la fine 2020, che sarà prodotta nello stabilimento dell'azienda di Modena. La Alfieri sarà realizzata sia in versione Coupé che in versione Spider andando, di fatto, a sostituire la GranTurismo e la Cabrio.

Il tutto è avvenuto in contemporanea con la crisi scoppiata alla Tiberina e alla vigilia dello sciopero unitario dei sindacati per il settore metalmeccanico in programma oggi. Il neo segretario provinciale dell Cisl Capuano lancia il monito e dice: «Qualora queste dichiarazioni fosserro confermate dobbiamo agire come forze sociali e come territorio nel suo complesso per scongiurare questa catastrofe, perchè di catastrofe si tratterebbe qualora Cassino non avesse nuovi modelli. Tutto questo per noi è motivo di grande preoccupazione perché dobbiamo sostenere l'occupazione del settore automotive essendo uno dei principali poli occupazionali nella nostra Provincia.

Dopo l'entusiasmo che dal 2016 ha visto le uscite di Giulia e Stelvio, che stavano ridando speranza e certezze allo stabilimento Cassinate, oggi ci troviamo davanti a queste dichiarazioni. Come Cisl lo avevamo detto che lo stabilimento aveva la necessità di avere almeno un nuovo modello di alta gamma per poter tornare a generare lavoro e non cassa integrazione. Soprattutto perchè l'indotto continua a soffrire in maniera tangibile». Nuove nubi dunque sullo stabilimento dove oggi è in programma un altro giorno di cassa integrazione.