È morto Piero Pallagrosi, l'uomo di Castelliri che martedì mattina aveva fatto perdere le sue tracce mentre andava al lavoro: il corpo è stato estratto, nella tarda mattinata di ieri, da un'ansa del fiume nelle campagne di Isola del Liri, poco distante dal luogo del suo ultimo avvistamento. Per lui un'intera macchina dei soccorsi ha lavorato senza sosta nella speranza di ritrovarlo in vita: unità cinofile, vigili del fuoco con squadre a piedi e sommozzatori fluviali, vigili urbani, protezione civile e Aves; tutti coordinati dal comando provinciale dei carabinieri. Ma ogni sforzo è stato inutile.

I familiari dell'uomo avevano ricominciato a sperare grazie ai filmati delle telecamere di un parcheggio di via Napoli davanti al quale è stato ripreso in quelli che potrebbero essere stati i suoi ultimi istanti di vita. Pensavano che l'operaio della Fca potesse essersi solo allontanato a causa di qualche problema che negli ultimi tempi aveva minato la sua tranquillità. Purtroppo non è stato così; si fa largo l'ipotesi che abbia ceduto a un insano gesto lanciandosi dal ponte di via Lungoliri Pirandello.

Le indagini dei carabinieri e il referto del medico legale dovranno accertare questa triste ipotesi. Intanto la famiglia e tutti i suoi cari, disperati per la per la drammatica perdita, non riescono a darsi pace. Attorno a loro l'intera comunità di Castelliri che da giorni vive nell'angoscia per la scomparsa di due concittadini, ora scossa dalla notizia che si è sparsa con la stessa velocità con cui, nei giorni addietro, si è diffuso l'appello postato sui social dal figlio di Piero, Samuel. Il giovane era in ansia per la scomparsa in Francia dell'amico Rocky Scappaticci, di cui chiedeva di condividere la foto per ritrovarlo al più presto. Poi è toccato a suo padre, prima che la tragedia si consumasse.