La Corte di Cassazione accoglie un'eccezione e non decide nel processo agli Intoccabili. L'inchiesta condotta da carabinieri e polizia si era concentrata su un'attività di spaccio di cocaina, hashish e marijuana,in forma organizzata, tra il luglio del 2012 fino al luglio 2016. Tre anni fa, il blitz con trecento carabinieri del Norm e poliziotti della squadra mobile, con tanto di unità cinofile, antiesplosivi e due elicotteri.

L'accusa aveva evidenziato il modello Scampia messo in atto dall'organizzazione frusinate, con videosorveglianza e addetti alla vigilanza, turni a coprire l'intera giornata, compiti prestabiliti e perfino sanzioni disciplinari per chi non li rispettava. Un primo gruppo di venti imputati ha optato per il rito abbreviato e ha subito pesanti condanne confermate anche in Corte d'appello. Diciotto gli anni inflitti al presunto capo del sodalizio Diego Cupido. Poi altre condanne variabili tra tre (laddove è caduta l'associazione a delinquere) a diciassette anni. Altri 55 imputati che non hanno scelto l'abbreviato sono ancora sotto processo a Frosinone.

L'udienza in Cassazione si è aperta con un'eccezione sollevata dall'avvocato Tony Ceccarelli che non ha ricevuto la notifica come difensore, in quanto è diventato cassazionista tra la fissazione dell'udienza e il decreto di notifica della stessa. Il legale ha contestato che nel secondo atto doveva andava notificato anche a lui. La Corte ha accolto l'eccezione e rinviato ad altra data.