Due ciociari indagati per l'esplosione avvenuta lunedì scorso a Rocca di Papa, in provincia di Roma. Sono finiti nell'inchiesta della Procura di Velletri il legale rappresentante di una ditta appaltatrice di Monte San Giovanni Campano, la TecnoGeo, il tecnico geologo incaricato dei lavori (i due ciociari sono fratelli), e un altro geologo cui il Comune aveva affidato le indagini geognostiche. Nei loro confronti l'accusa di disastro colposo e lesioni gravi o gravissime colpose. Stando alle accuse, a scatenare l'esplosione ai Castelli Romani, durante i carotaggi sulla pavimentazione di corso Costituente, la rottura accidentale di un tubo del gas.

Lavori che stavano eseguendo tre operai per conto di una ditta di Isernia, che ha ottenuto la commessa in subappalto dalla ditta vincitrice dell'appalto, appunto la TecnoGeo. A seguito dell'esplosione sono rimaste ferite diverse persone, tra cui il sindaco Emanuele Cristini, tuttora ricoverato in prognosi riservata in ospedale per le gravi ustioni riportate. Grave anche un dipendente comunale e di una bambina di cinque anni ricoverata al Bambino Gesù.

Le altre persone ferite, una decina in totale, sono state dimesse ieri mattina dalle varie strutture dove erano state portate dopo la deflagrazione. Intanto continuano le indagini dei carabinieri della Compagnia di Frascati che stanno ascoltando i testimoni. I militari dell'Arma stanno lavorando per far luce sul fatto. I carabinieri hanno sequestrato la trivella utilizzata nei carotaggi. Prima dell'esplosione, che ha provocato inoltre il crollo della parete del Comune di Rocca di Papa, alcuni residenti avrebbe sentito un forte odore di gas.

L'inchiesta
La procura di Velletri, come detto, ha aperto un'inchiesta per disastro colposo e lesioni gravi. Iscritti nel registro degli indagati i due fratelli monticiani della TecnoGeo e un altro geologo. Al momento la posizione dei tre operai che stavano effettuando lavori è al vaglio degli investigatori. I tre operai, stando a una prima ricostruzione dell'accaduto, si erano allontanati dal cantiere di Rocca di Papa perché, a loro dire, dopo avere effettuato l'intervento di emergenza per tamponare la perdita di gas sulla conduttura danneggiata poco prima e avere dato l'allarme non c'era più molto da fare e che avrebbero rischiato soltanto di intralciare l'intervento dei tecnici del gas con il loro camion.