Gigolò, R.R., 50 anni, di Frosinone accusato di estorsione ai danni di una commerciante, di 40 anni. Ieri l'inizio del processo. La donna ha confermato le accuse. Stando alla ricostruzione dei fatti, non ce la faceva più a soddisfare le pretese economiche dell'uomo che nell'arco di alcuni mesi erano ammontate a quasi 60.000 euro tra ricariche e somme di denaro in contanti. La minaccia, secondo l'accusa, se non avesse continuato a dare denaro, era quella di riferire la relazione al marito.

Di diverso avviso la difesa, rappresentata dall'avvocato Giampiero Vellucci, che fin dall'inizio ha coltivato la tesi che si trattava di una storia sentimentale e di rapporti sessuali a fronte dei quali lui riceveva queste donazioni di denaro.
Storia di cui, sempre secondo la difesa, sarebbe stato a conoscenza anche il marito. L'uomo ha sostenuto che non c'è stata alcuna minaccia e che la stessa donna aveva manifestato una ingiustificata gelosia per lui, per altre storie parallele.
Donna, difesa dall'avvocato Romina Rossi, che si sarebbe vendicata sostenendo che era stata costretta a dare denaro sotto minacce.

I fatti nel 2015. La quarantenne aveva deciso di rivolgersi ai carabinieri che si sono fatti trovare alla consegna dei soldi.
L'uomo venne scarcerato dopo due giorni. Ieri è stata portata alla luce anche una lettera anonima che la donna avrebbe ricevuto dopo l'arresto del cinquantenne. Lettera di minacce verso di lei e la figlia, e con la quale si invitata la commerciante a ritirare la denuncia. Prossima udienza il 25 febbraio 2020.