Punto da un calabrone, ricorre al Pat: spiacenti, il bimbo è troppo piccolo, rivolgetevi altrove. Ieri mattina un nuovo episodio che ha rilanciato l'allarme per l'insufficienza dei servizi erogati dal presidio sanitario di via Onorato Capo.Un bambino di meno di sei anni, punto da un calabrone rosso, è stato subito accompagnato dai suoi familiari al Pat, il servizio ambulatoriale che ha preso il posto del punto di primo intervento.

Il sanitario di turno non ha potuto fare altro che ammettere di non poter intervenire e consigliare il trasferimento all'ospedale più vicino (Frosinone o Colleferro). Dopo la grande paura e la comprensibile rabbia, tutto è finito bene: il bambino è stato visitato in ospedale e non ha avuto complicazioni. Ma in città è subito tornato alla memoria il tragico caso dello scorso anno che costò la vita ad Anna Maria Ascenzi, morta proprio a causa di una puntura di calabrone nonostante l'impegno dei medici occasionalmente presenti in quel momento negli ambulatori del presidio. Era appena stato inaugurato il Pat, in sostituzione del punto di primo intervento che, neppure paragonabile a un pronto soccorso che prevede interventi diversi e più funzionali rispetto al Pat (ad esempio al Pat non c'è un defibrillatore).

La vicenda della povera Anna Maria divenne l'emblema della protesta popolare e la fiaccolata organizzata dal comitato "Adesso Basta"e da molti aderenti registrò una grossa partecipazione di cittadini provenienti dall'intero territorio. Sono seguiti incontri e proclami, ma nulla di fatto. Sulla questione il Comune di Anagni ha istituito una specifica commissione consiliare, che sta iniziando a lavorare proprio in questi giorni. Intanto non mancano le polemiche per una serie di disservizi riguardanti l'ex ospedale: la chiusura del parcheggio multipiano ha obbligato la riapertura del piccolo parcheggio interno, insufficiente però per i dipendenti e gli utenti degli ambulatori; la mancata ultimazione di alcuni lavori (impianti a vista, in assenza della controsoffittatura) dà un'immagine di scarsa igiene; la sottrazione di spazi essenziali per alcuni operatori sta pregiudicando la funzionalità dei servizi. Gocce che cadono in un vaso già da tempo traboccante.