Nessuno si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutti gli indagati dell'inchiesta "Malaffare" nata per un'ipotesi di turbativa d'asta, corruzione e voto di scambio che ha stravolto la vita amministrativa di Cervaro, hanno risposto al giudice. Non solo respingendo le accuse ma spiegando dettagliatamente le loro posizioni. Tranne per Ricciardelli, che ha preferito riportarsi a quanto già dichiarato all'autorità inquirente, la batteria degli interrogatori che si sono tenuti ieri nel tribunale di Cassino è stata lunga e complessa. A rappresentare gli amministratori coinvolti sono stati gli avvocati Sandro Salera e Paolo Marandola per il primo cittadino, gli assessori Ricciardelli e Canale; gli avvocati Salera e Giuseppe Di Mascio per il tecnico Pucci. Ad assistere l'imprenditore Coratti, invece, gli avvocati Giampiero Vellucci ed Emanuele Carbone.

Le posizioni
Ha risposto punto per punto, spiegando la sua posizione e la sua estraneità ai fatti contestati. Il sindaco Angelo D'Aliesio, che ha ribadito di non entrarci nulla con quanto contestato dalla magistratura, ha chiarito diversi aspetti. A modificare un bando non poteva, per le difese, essere il primo cittadino bensì la Centrale unica di Committenza (Cuc) con sede a Sant'Elia con cui non risultano rapporti di alcun tipo: altrimenti sarebbero dovuti finire nel fascicolo anche i rappresentanti della stazione appaltante. Il sindaco avrebbe cercato solo di garantire la continuità delle posizioni lavorative già in forze in quel settore e non già l'occupazione di persone terze, fornendo poi una serie di ulteriori informazioni in merito alle contestazioni mosse.

Stessa scelta da parte degli altri amministratori, con il tecnico che avrebbe chiarito anche il senso (ritenuto equivocabile) di alcune telefonate invece cruciali per il castello accusatorio.
Per tutti gli amministratori le difese (Salera, Marandola e Di Mascio) hanno avanzato la richiesta di revoca della misura cautelare dei domiciliari. E in subordine la possibilità di continuare a esercitare le rispettive professioni. Diversa la scelta difensiva dell'imprenditore Coratti, rappresentato dagli avvocati Vellucci e Carbone: l'imprenditore che si è sottoposto all'interrogatorio spiegando per oltre due ore le ragioni della sua estraneità alle accuse, ha ribadito l'integrità della sua azienda che già lavora nello stesso settore in provincia di Frosinone, vincitrice di molti bandi e con una esperienza riconosciuta. Nessun coinvolgimento in un'ipotesi di corruzione, dunque: ogni dettaglio è stato sviscerato davanti al giudice. Ora si attende la decisione della magistratura.