I testimoni del disastro ambientale causato alle ex Industrie Olivieri dall'interramento di fusti pieni di veleni hanno confermato in tribunale che materiale maleodorante veniva tombato nell'ex sito produttivo trasformato in cimitero di sostanze altamente inquinanti. I sei testi, convocati dalla Procura, sono stati sentiti giovedì scorso.

Il processo, che vede come imputati l'ex amministratore Luigi Olivieri e l'ex direttore Giusepp Russo Russo, va avanti. Ricordiamo che parallelamente un secondo procedimento è stato aperto con l'accusa di mancata bonifica, l'udienza è fissata per il 16 luglio e a tal proposito gli imputati hanno richiesto al giudice di poter accedere all'area sottoposta a sequestro per acquisire elementi utili alla difesa. Il comune di Ceprano si è costituito parte civile, difeso dall'avvocato Pierluigi Taglienti.

La questione è grossa e pesante, il sito produttivo dismesso è il primo dei tre ecomostri che stanno distruggendo il territorio e compromettendo la salute dei cepranesi, tre aree in cui sono stati sepolti fusti contenenti chissà cosa, medicinali scaduti, rifiuti speciali, che liberano nel terreno sostanze tossiche che raggiungono i corsi d'acqua, inquinano i terreni e causano malattie e morti. I tempi della giustizia sono biblici, si attende che emerga la verità e che eventuali responsabili paghino. Intanto bisogna bonificare, ma anche gli interventi materiali richiedono tempi assurdi, le risorse ci sono, le modalità di gestione delle stesse sono state stabilite, urge eliminare i veleni interrati e restituire salute e tranquillità ai cepranesi.

I disastri compiuti a danno del territorio nelle ex Olivieri, Europress e cartiera sono gravi e troppo alto è il prezzo che i cittadini, spesso giovani, devono pagare. Un importante finanziamento è stato concesso al Comune per un importo di 6.317.856,39 euro destinati alle bonifiche dei tre siti, con la firma dell'accordo di programma tra Regione e Ministero si è passati alla fase operativa, si attendono i primi interventi.